Cronaca

La criminalità minorile, la procuratrice: “Aggressività, rabbia e uso dei social”

Anno giudiziario: focus sui reati commessi dai minorenni, la relazione di Giuliana Tondina

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“I minorenni del distretto si sono resi responsabili quasi esclusivamente di reati comuni, nella maggior parte dei casi di contenuta entità e pericolosità”. Lo scrive nella sua relazione la procuratrice Giuliana Tondina.
Quanto all’andamento dei principali reati commessi dai minori, la procuratrice osserva “come in controtendenza con il generale aumento delle notizie di reato, le denunce per reati contro la libertà sessuale risultino in calo (61 denunce a fronte delle 78 dell’annualità precedente, così come risultano in calo le denunce per atti persecutori (41 denunce a fronte di 45 dell’anno precedente).

Dati che danno conto di una significativa complessiva diminuzione anche delle denunce per i reati predatori, spesso commessi in gruppo, che generalmente suscitano allarme nella collettività , quali i furti e le rapine da strada e le estorsioni fra ragazzi, anche se preoccupa il raddoppio dei reati di estorsione”.

La procuratrice riferisce come “la tipologia dei fatti predatori sia spesso modesta quanto all’entità economica dei beni sottratti, ma che tuttavia questa risulta spesso accompagnata da un’aggressività e rabbia che colpisce, attuata mediante l’uso dei social”, e aggiunge come “dal punto di vista delle vittime, tali tipi di aggressione generi spesso conseguenze traumatiche di rilievo soprattutto sul piano emotivo, producendo anche uno spiccato senso di insicurezza nella vita sociale”.

Anche quest’anno è stato confermato che non si tratta di vere e proprie “bande”, nel senso di strutturate realtà finalizzate alla commissione di reati o, addirittura, al controllo del territorio. “Per lo più si tratta di raggruppamenti fluidi, attorno ad alcuni nuclei amicali più stretti e stabili, mentre i ragazzi e ragazze coinvolti nelle condotte trasgressive, per lo più giovanissimi, appaiono caratterizzati da grande immaturità personale ed emotiva, unita all’assenza di autorevoli riferimenti familiari.

In qualche caso, tuttavia, si è constatata l’esistenza di raggruppamenti più consolidati e orientati a commettere reati, nonchè prevaricazioni soprattutto in danno di coetanei o di pubblici esercenti, tant’è che per contenere questi fenomeni si e fatto un più massivo ricorso a richieste di misure cautelari, soprattutto nei confronti dei soggetti individuati come autori di una pluralità di reati e con un ruolo trascinante rispetto ad altri adolescenti”.

In ultimo, sempre con riferimento all’andamento dei flussi dei reati accertati, è stato segnalato come l’incremento delle notizie di reato appaia collegato a fattispecie attinenti al porto di coltelli o altri strumenti atti ad offendere, “fatti che spesso non risultano percepiti dai minori come integranti comportamenti illeciti; a queste fattispecie si aggiungono anche quelle attinenti alle lesioni, spesso cagionate durante aggressioni fra ragazzi per motivazioni varie, fra cui predominano quelle determinate da gelosia o da un malinteso senso di possesso rispetto alle relazioni affettive, oppure da una reazione a comportamenti anche lievi ma percepiti come un intollerabile attacco alla propria identità”.

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