Inseguimento a squadre: l'Italia supera gli Stati Uniti in finale e conquista l'oro
Terzetto composto da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti. Si tratta della 24ª medaglia (9 ori, 4 argenti e 11 bronzi) per l’Italia Team a Milano Cortina
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La Nazionale di speed skating pattina nuovamente nell’oro ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Dopo lo storico doppio trionfo individuale targato Francesca Lollobrigida (3.000 metri e 5.000 metri), infatti, l’anello di ghiaccio del Milano Ice Park ha fatto da cornice alla memorabile impresa del terzetto composto da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti, che ha conquistato il successo nell’inseguimento a squadre maschile. Una vittoria che per l’Italia in ambito olimpico mancava all’appello addirittura da 20 anni, quando Enrico Fabris, Ippolito Sanfratello, Matteo Anesi e Stefano Donagrandi alzarono le braccia al cielo in occasione dell’ultima edizione casalinga di Torino 2006. Si tratta della 24ª medaglia (nove ori, quattro argenti ed 11 bronzi) per l’Italia Team a Milano Cortina.
Gli azzurri, campioni ai Mondiali di due anni fa in virtù dello storico titolo ottenuto nel febbraio 2024 all’Olympic Oval di Calgary (Canada), hanno debuttato in questa prova a squadre nel pomeriggio di domenica 15 febbraio, stampando il miglior tempo (3’38”40) nei quarti di finale ed aggiudicandosi un posto nella prima semifinale. Qui i ragazzi del direttore tecnico Maurizio Marchetto sono riusciti ad avere la meglio nei confronti dei Paesi Bassi (3’38”88 vs 3’40”67), che hanno tagliato la linea di arrivo con un ritardo di +1”79.
La finale per l’oro, quindi, ha proposto la super sfida agli Stati Uniti di Ethan Cepuran, Casey Dawson e Emery Lehman, qualificatisi comodamente per l’ultimo atto a discapito della Cina (3’44”29 vs 3’52”22). Ghiotto, Giovannini e Malfatti, dopo una prima metà di gara a tinte a stelle e strisce, hanno dato avvio alla loro rimonta mozzafiato, completando il sorpasso a soli due giri dal termine e concludendo con un vantaggio addirittura di più di quattro secondi e mezzo nei confronti della formazione americana (3’39″20 vs 3’43″71). Il bronzo, quindi, se lo è messo al collo a sorpresa la Cina, che nell’atto conclusivo valevole per il terzo ed ultimo gradino del podio ha sconfitto per soli nove centesimi il favoritissimo terzetto olandese (3’41″38 vs 3’41″47).
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