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Ambizioni alte e sfide impegnative in arrivo per la Vanoli alla ripresa del campionato

La Vanoli arriva alla pausa con un buon vantaggio sulle zone calde della classifica. Ancora nove partite da giocare ma la salvezza è a un passo

Payton Willis esulta dopo un canestro
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Ve li ricordate i ranking di prestagione? Quelli che, quando erano ottimisti, pronosticavano la Vanoli al 15° posto? Sono proprio carini da leggere ora, in queste settimane di pausa forzata, magari tornano pure utili come antidoto a qualche rosicamento per il fatto di dover guardare la Coppa Italia dal divano. Tuttavia, se ad agosto in cambio ci avessero proposto l’attuale classifica, chi non avrebbe firmato con il sangue?

I biancoblu, con 10 turni ma in realtà 9 partite ancora da giocare, arrivano alla pausa con un solido +10 sul fanalino di coda Treviso. Un tesoretto consistente e costruito non per caso, con qualche passaggio a vuoto ma anche con tante prestazioni importanti, a tal punto che gestire la lotta tra prudenza e ambizione sta diventando complicato. Vero, si è salvi solo quando lo dice la matematica, ma sono proprio i numeri a dire che i playoff sono molto più vicini che il baratro.

La truppa di coach Brotto, grazie alla qualità del lavoro, si è regalata la possibilità di essere artefice del proprio destino. Per dirla con coach Giubertoni, ospite dei microfoni di Basket&Co: “un ottimo lavoro fin qui, ora bisogna finirlo”.

Prima, però, tre settimane libere da impegni ufficiali, utili sotto tanti punti di vista, rifiatare e recuperare dagli acciacchi in primis. La preoccupazione principale è ovviamente quella legata a Davide Casarin, uscito malconcio dalla sfida contro Cantù ma ugualmente presente nella long list di Luca Banchi per la finestra di qualificazione al Mondiale. L’ex Reyer, autore sin qui di una stagione più che positiva, non è tuttavia l’unico fiore all’occhiello biancoblu: in azzurro ci vanno pure Gio Veronesi e Sasha Grant, un tris di convocazioni che profuma di silenzioso – ma mica tanto – attestato della bontà del lavoro vanoliano.

A proposito di Grant, le sue parole nel post Milano riguardo alla ricetta per il prossimo futuro non fanno una piega: “Gli infortuni non devono essere un alibi e le voci che circolano intorno alla società non ci distraggono dall’obiettivo”. Più chiari di così si fa fatica.

Ulteriore punto a favore della pausa lunga è l’inserimento di Mattia Udom, aggregato da mercoledì scorso alla squadra dopo l’addio a Bergamo ma costretto ai box contro l’Olimpia da lungaggini burocratiche. Un innesto italiano, con esperienza, che porta difesa, entusiasmo e rotazioni ancor più lunghe per coach Brotto: un identikit che non suona affatto male, per cementare la salvezza e provare a sognare.

Prima o poi però la pausa finisce ed ecco che il calendario si fa poco gentile: si va subito a Tortona, campo storicamente ostico per Cremona, per poi ospitare Brescia nel derby. Non c’è male come ripartenza, poi però c’è un filotto interessante, che tanto dirà su quanto sia lecito coltivare ambizioni: Treviso in trasferta per infliggere un altro colpo, poi doppio turno casalingo con Napoli e Udine, subito però pareggiato dalle trasferte consecutive a Reggio e Varese. Si chiude con due gare difficili, Venezia in casa e Trieste away, ma a quel punto, volendo fantasticare, la posta in palio potrebbe essere più alta della salvezza.

Quindi, tirando le somme, il proverbiale bicchiere è probabilmente anche sopra al 50%. Quanto si potrà riempire, dipende solo da Willis e compagni.

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