Docente accoltellata nella Bergamasca, scuole osservate speciali
Il grave episodio di Trescore Balneario riporta l'attenzione sulla violenza giovanile e sulla sicurezza nelle scuole, con iniziative di controllo da parte delle autorità
Leggi anche:
Il gravissimo episodio verificatosi davanti ad una scuola media della Bergamasca, a Trescore Balneario, dove un ragazzino di 13 anni ha accoltellato una professoressa, riaccende il dibattito sul tema della violenza a scuola. E’ solo l’ultimo tassello di una deriva che ha toccato da vicino anche il nostro territorio: una decina di giorni fa, all’istituto Einaudi di Cremona, un ragazzo di 14 anni aveva portato un coltello in classe, puntandolo contro i compagni. A questo si aggiunge quanto accaduto due mesi fa a Crema, dove una rissa tra studenti è degenerata con l’utilizzo dello spray al peperoncino.
Una deriva violenta che preoccupa i genitori e che già da tempo è all’attenzione della Prefettura di Cremona, che da oltre un mese ha istituito un programma di controlli straordinari negli istituti scolastici da parte delle forze di polizia, soprattutto laddove sono state segnalate situazioni critiche, con il potenziamento degli strumenti di contenimento del disagio giovanile.
Nel frattempo, proprio all’Einaudi, la dirigenza ha cercato di rassicurare le famiglie con una lettera a firma della preside, Nicoletta Ferrari: al rientro dalle vacanze pasquali, lo studente protagonista dell’aggressione inizierà un lungo percorso che unirà la sospensione all’affiancamento.
All’interno delle classi, i docenti hanno intanto avviato un dialogo con gli alunni per riportare la tranquillità. La scuola, ha fatto sapere la preside, ha inoltre previsto il supporto di una psicologa per aiutare i ragazzi a rielaborare quanto vissuto.
Tuttavia, la percezione di insicurezza resta alta: un instant poll condotto da Skuola.net il giorno dopo l’aggressione verificatasi nella Bergamasca ha rilevato che £il 53% degli studenti delle scuole secondarie non percepisce più il proprio istituto come un luogo sicuro”. Il restante 47%, fa sapere Skuola.net, “ritiene che l’episodio, pur grave, non alteri la propria percezione complessiva di sicurezza all’interno della scuola”.