Cronaca

"Il mio Bak lasciato morire di sete. Una presa in giro quella proposta di risarcimento"

Parla Andrea Superchi, il padrone del cane lasciato morire di stenti nella pensione di Grumello. A processo una coppia accusata di uccisione e maltrattamento di animali

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Avevano allestito una pensione abusiva per animali all’interno della loro abitazione di Grumello Cremonese, e per l’accusa, dal giugno del 2022 al settembre del 2024, avevano tenuto i cani a loro affidati in condizioni di scarsa igiene e in spazi non adeguati alle dimensioni degli animali e alle temperature esterne.

Ai cani non erano stati somministrati cibo, e soprattutto acqua, tanto che erano andati incontro a gravi problemi.

Uno di loro, Bak, un pastore australiano, era morto di stenti. Il suo padrone, Andrea Superchi, lo aveva affidato a loro perchè era andato in vacanza. Si fidava, in quanto non era la prima volta che lasciava Bak a Daniele e Laura, la coppia finita a processo per uccisione e maltrattamento di animali.

Andrea e Bak

“Ho conosciuto Daniele sei anni prima della morte di Bak come addestratore”, ha raccontato Andrea. “Perciò mi sono affidato a lui. Fino al quarto anno tutto bene, ma poi le cose sono cambiate quando ha conosciuto sua moglie Laura“.

Bak era deceduto a seguito di una eccessiva disidratazione che aveva contribuito a provocare nell’animale uno stato di ipertermia, fino al raggiungimento della temperatura corporea di 43 gradi.

A processo, Andrea si è costituito parte civile. La difesa ha chiesto al giudice di poter far accedere Daniele e Laura alla messa alla prova, proponendo un risarcimento di 200 euro a favore di Andrea, e di 100 euro per tutte le parti offese, in totale sette.

Qualsiasi cifra non sarebbe sufficiente“, ha voluto sottolineare Andrea, “perchè per noi Bak era parte della famiglia.  Non esiste una cifra. Questa è l’ennesima prova che non hanno ritegno, la somma che ci è stata proposta è una presa in giro“.

Il 15 maggio il giudice deciderà.

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