Cronaca

Borgo Loreto-San Bernardo: tra murales e nuovi insediamenti vince il senso di comunità

Il murale che sta sorgendo in via Litta, sui vecchi muri della Cooperativa, è solo una delle testimonianze che qualcosa sta cambiando nella percezione di un quartiere spesso considerato come un ghetto. Da via Rosario a via Brescia, le novità in arrivo

Il murales di via Litta

Un quartiere che non ci sta ad essere etichettato come degradato. Borgo Loreto, alla periferia nord estdi Cremona, stretto tra due linee ferroviarie e la tangenziale, è spesso alla ribalta delle cronache per episodi di degrado ed emarginazione sociale, da quelli più routinari come la sporcizia nei condomini popolari dell’Aler, segnalata anche pochi giorni fa da un residente di via Patrioti, fino ad uno dei più gravi fatti di sangue degli ultimi anni a Cremona, l’omicidio di un uomo per mano del suo coinquilino, ora condannato a 16 anni.

Contro questa fama il Comitato di quartiere si è sempre battuto, ma ora più che mai sono diversi i segnali di un crescente risveglio del senso di comunità.

Lo dimostra il murale in corso di realizzazione in via Litta, che sarà inaugurato il 6 maggio, su quello che era il muro scrostato della Cooperativa Il Borgo, sorta a inizi Novecento per sostenere gli indigenti, iniziativa del privato che ha gestisce il vicino bar trattoria.

“Sono molto contento perché oltre a riqualificare la zona, questo lavoro permette davvero di dare un taglio diverso al quartiere, un assaggio dei numerosi cambiamenti che ci attendono nei prossimi mesi”, afferma il presidente del Comitato di Quartiere Fabio Lodigiani. 

“Ci sono diversi progetti non solo qui, ma anche nella zona di San Bernardo dove è attesa entro l’anno o a inizio 2027 la riqualificazione di Palazzo Due Miglia. C’è poi un grandissimo progetto sull’oratorio di San Bernardo e in via Soldi è arrivato un Bed and Breakfast con annessa caffetteria. In Via Rosario sta sorgendo un centro per la zootecnia: tutte importantissime  opere di riqualificazione che permetteranno davvero di dare un’impronta diversa al nostro quartiere”.

Importante anche in questo caso l’impegno dei privati che stanno scommettendo sulle potenzialità di questa zona, da sempre un rione che si è identificato con popolazioni immigrate, dai profughi istriani, alle più recenti ondate dall’Africa e dall’est Europa, ma che anche per questo ci tiene più di altri a mantenere vivo il senso di appartenenza. 

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