Non malmenò la sua compagna “sexy star” di lap dance: assolto. “Relazione disfunzionale”
La difesa ha parlato di "un grande disagio sociale", ritenendo "inattendibile" la persona offesa, "affetta da un disturbo della personalità borderline"
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Era accusato di aver picchiato la compagna in numerose occasioni, ma oggi i giudici lo hanno assolto dal reato di maltrattamenti. “Il fatto non sussiste”. Non luogo a procedere, invece, per l’altra accusa di lesioni a causa della querela tardiva.
Dunque, nessuna responsabilità per un 42enne residente a Cremona, per il quale il pm Giannangelo Maria Fagnani aveva chiesto la condanna ad una pena di cinque anni. L’imputato era assistito dall’avvocato Michele Barrilà.
La presunta vittima è una 40enne cremonese, in passato ballerina di lap dance: “Sono famosa su YouTube, sono stata una sexy star“, aveva sostenuto in aula la donna, invalida al 100 per cento per un disturbo della personalità.

La coppia si era conosciuta su facebook e i due erano stati insieme dal maggio del 2022 al maggio del 2024. “Lui andava e veniva da casa mia”, aveva raccontato lei. “Mi picchiava perchè era alcolizzato“. Nell’ottobre del 2022, durante un litigio, l’imputato avrebbe afferrato la compagna per il collo, stringendo la presa con il gomito, e poi l’avrebbe spintonata, tirandole i capelli e colpendola con pugni e schiaffi.
“Sono andata tante volte in ospedale”, aveva riferito lei. “Lui è capace di fare le mosse militari, ma io reagivo. Una volta gli ho puntato un forchettone come fosse un coltello e l’ho colpito sul braccio con un mestolo. Ero esasperata. Scenate da baraccone, in casa mi ha spaccato tutto”.
Nella sua arringa, l’avvocato Barrilà ha sostenuto l’assenza di convivenza: “lui stava con i genitori e andava solo a trovarla. Quella tra questa coppia è stata una relazione disfunzionale denotata da un grande disagio sociale. Lei non aveva affatto paura del mio assistito, anzi, ha continuato a cercarlo. I due si sentono e si vedono ancora“. Il legale della difesa ha definito “inattendibile” la persona offesa, “affetta da un disturbo della personalità borderline”, rilevando infine l’assenza di un reato commesso abitualmente. E i giudici hanno accolto la sua linea difensiva.