Vittime in balìa del branco: i baby rapinatori svolgeranno lavori socialmente utili
Tre giovanissimi davanti al gup di Brescia per episodi di aggressioni e tentate rapine commesse tra la primavera e l'estate dello scorso anno in centro città
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Armati di coltello, avevano commesso aggressioni e tentate rapine in giro per la città, terrorizzando le vittime. Oggi in tre sono comparsi davanti al gup del Tribunale per i minorenni di Brescia, accusati di tre tentate rapine, di lesioni e di aver portato fuori casa il coltello senza giustificato motivo. Si tratta di un giovane nato a Cremona, oggi maggiorenne, assistito dall’avvocato Marco Soldi, di un 17enne nato a Cremona difeso dall’avvocato Fabio Galli e di un altro 17enne romeno assistito dall’avvocato Marco Rossi.
Per i due ragazzi nati a Cremona, che fino ad oggi erano ospiti in due diverse comunità, il giudice ha ammesso la richiesta di messa alla prova. La misura sospende il processo, permettendo di evitare la condanna in cambio di un percorso di reinserimento sociale che include lavori di pubblica utilità, con l’obiettivo di estinguere il reato se il percorso ha esito positivo.

“In questo periodo in cui il mio assistito è stato in comunità”, ha detto l’avvocato Soldi, “ha lavorato molto con la famiglia, con gli educatori e con i servizi sociali, e ha capito gli errori commessi“. Il 18enne passerà dal collocamento in comunità alla misura cautelare della permanenza in casa con la possibilità di uscire per svolgere lavori socialmente utili o volontariato. L’altro minore di Cremona resterà in comunità, mentre per il romeno, attualmente sottoposto alla misura cautelare della permanenza in casa, è stato disposto un rinvio di udienza per svolgere approfondimenti di natura psichiatrica.
Il primo episodio che vede sotto accusa i tre per tentata rapina risale alle 21,30 del 13 aprile dell’anno scorso sotto la Galleria del Corso, in pieno centro storico. In quell’occasione la vittima, un ventenne che stava rincasando, era stato aggredito alle spalle dai componenti della baby gang, tutti con il cappuccio in testa. Al ragazzo era stato ostruito l’accesso all’interno del condominio e gli era stato impedito di chiudere il portone. Poi in due l’avevano spinto verso l’ascensore e minacciato con un coltello. Volevano i soldi, ma non erano riusciti a portargli via nulla in quanto il complice che faceva il palo li aveva avvertiti che stavano arrivando delle persone.
Quella stessa sera i tre ragazzi ci avevano riprovato in corso Campi con due giovani a cui era stato intimato di consegnare loro sigarette e tutto quello che possedevano. Uno di loro era stato colpito al volto, mentre l’altro era riuscito a schivare il colpo. I due erano fuggiti, ma erano stati inseguiti. Uno era stato spintonato ed era finito per terra. Anche in questo caso gli imputati non erano riusciti a portare a termine la rapina per via dell’arrivo di alcuni passanti.

Del terzo episodio dovevano rispondere solo il romeno e il 17enne assistito dall’avvocato Galli. In concorso tra loro e con una terza persona rimasta ignota, il 22 marzo dell’anno scorso avevano accerchiato una coppia, un maschio e una femmina, impedendo loro il passaggio e chiedendo soldi. Al rifiuto, il romeno aveva estratto un coltello a molla e lo aveva puntato contro il ragazzo nel tentativo di colpirlo al volto. Rapina non andata in porto, in quanto la vittima era riuscita a tenere lontani gli aggressori brandendo un ombrello.
Solo al giovane assistito dall’avvocato Soldi è contestato l’ultimo episodio, commesso la sera del 18 giugno dell’anno scorso in via Massarotti ai danni di un 24enne cremonese, al quale era stata chiesta una sigaretta che il ragazzo non aveva. L’imputato, prima agendo da solo e poi in concorso con altri due rimasti ignoti, aveva afferrato la vittima per i capelli, colpendola con calci e pugni su tutto il corpo. Nonostante il 24enne fosse caduto a terra, l’aggressore, all’epoca minorenne, aveva continuato a picchiarlo, provocandogli la frattura di una costola.