Cronaca

Reati in calo, Sambataro: “Attenzione a microcriminalità giovanile e infiltrazioni mafiose”

Durante la cerimonia per il 212° Annuale di Fondazione dell’Arma il comandante dei Carabinieri di Cremona ha illustrato i dati dell'attività degli ultimi 12 mesi

Paolo Sambataro, comandante dei Carabinieri di Cremona
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Un impegno importante e costante, quello dei Carabinieri di Cremona, che sul territorio garantiscono un presidio capillare. A rendere noti i dati del lavoro svolto negli ultimi 12 mesi è stato il comandante colonnello Paolo Sambataro, che durante le celebrazioni per il 212° Annuale di Fondazione dell’Arma ha tracciato il resoconto dei principali dati.

Nel periodo in esame, l’Arma di Cremona ha proceduto per l’83% dei reati complessivamente denunciati, arrestando 266 persone (in aumento del 37%), 113 dei quali in flagranza di reato (pari al 42,5% del totale), e deferendone in stato di libertà 2.534, di cui 146 per guida in stato di ebbrezza, a cui affiancare le 129 sanzioni amministrative per ubriachezza molesta in luogo pubblico, molte delle quali correlate ai 94 ordini di allontanamento eseguiti. Dati che rimarcano, per Sambataro, “le criticità legate alle conseguenze dell’abuso di alcool“.

“I Reparti Carabinieri hanno individuato i colpevoli nel 64% dei casi scoperti da tutte le Forze di polizia e di questi oltre l’84% è da attribuire all’attività delle Stazioni Carabinieri, che si confermano imprescindibile presidio del territorio” ha spiegato ancora il comandante.

Le richieste di intervento gestite in un anno dalle dipendenti Centrali Operative ammontano a oltre 28mila, girate sul campo ai 55 servizi esterni di diversa tipologia quotidianamente disposti in ambito provinciale, per un complessivo annuale di oltre 20mila pattuglie proiettate sul territorio, con 82mila persone e 50mila veicoli sottoposti a controllo su strada.

Il colonnello ha quindi effettuato un’analisi delle principali fenomenologie criminose rilevate sul territorio: “Si evidenzia il costante impegno al contrasto del recrudescente smercio di stupefacenti, con 21 persone arrestate, 53 denunciate e ben 380 segnalate quali assuntori alla locale Prefettura” ha spiegato. Tra le diverse tipologie di sostanze sequestrate si annoverano 203 Kg. di hashish, 21 Kg. di marijuana e 3 Kg. tra cocaina ed eroina, oltre a diversi sequestri di droghe sintetiche.

Grande lavoro dell’Arma anche sul fronte del “Codice Rosso”: 48 sono stati gli arresti e 122 le denunce. Non solo: 54 persone sono state destinatarie di misure cautelari quali l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla parte offesa, di cui 27 con applicazione del braccialetto elettronico.

“Benché si registri una diminuzione dei maltrattamenti in famiglia pari al 16,5%, affiancata però dal raddoppio del dato riferito agli atti persecutori (da 11 a 22 casi trattati), le fattispecie delittuose riconducibili al “Codice Rosso” impongono di continuare ad assicurare elevati livelli di attenzione e professionalità alla prevenzione ed al contrasto della violenza di genere e domestica, fenomeno che nulla ha più di emergenziale offrendosi ormai nella sua fisiologica e drammatica ripetitività” ha detto il comandante. “È indispensabile lo sforzo corale tra i vari soggetti in campo, accompagnato da una concreta opera di investimento in politiche pedagogiche incentrate sulla cultura all’affettività ed alla sessualità, nell’ambito di percorsi formativi famigliari e scolastici che educhino all’empatia, al rispetto delle diversità e delle fragilità, alla consapevolezza e alla comprensione del valore dell’altrui persona”.

A questo proposito, notevole è stato l’impegno profuso dall’Arma nella diffusione della cultura della legalità nelle scuole della provincia, “attraverso l’organizzazione di conferenze che hanno coinvolto oltre 7.000 studenti, divenute preziose occasioni di confronto ed approfondimento delle tematiche vicine ai ragazzi e riconducibili alle più evidenti manifestazioni del disagio giovanile”.

Particolarmente incisiva è stata l’azione di contrasto alle truffe agli anziani, reato in forte recrudescenza nel numero di episodi (117 tra consumate e tentate), nel cui ambito è più che triplicato il totale dei soggetti arrestati e denunciati, con il conseguente recupero di beni di rilevante valore economico ma soprattutto affettivo.

A questo proposito, non sono mancate le azioni di sensibilizzazione da parte dell’Arma, “con incontri nelle parrocchie, nei luoghi di cura e nei centri di aggregazione” ha spiegato. “In particolare, sottolineo la progettualità “Alfabeti Digitali”, avviata con il Comune di Cremona e volta a fornire agli anziani la conoscenza degli strumenti informatici e del web per saper riconoscere e difendersi dalle truffe, l’iniziativa sostenuta dalla Società Padania Acque grazie alla quale anche nell’anno in corso è stato possibile divulgare materiale informativo sul tema recapitandolo con le bollette cartacee e digitali a tutti i residenti della provincia nonché, da ultimo, la collaborazione avviata con l’Ospedale Maggiore di Crema, i medici di base, i pediatri e i 4 Centri Unici di Prenotazione dell’Asst cremasca, per l’invio della brochure con i consigli antitruffa unitamente ai referti medici (circa 80mila buste all’anno) e la diffusione del depliant informativo negli ambulatori del territorio e nei reparti del nosocomio, anche con proiezione sugli schermi delle sale d’attesa”.

Riguardo alle più gravi forme di delittuosità, le estorsioni denunciate hanno registrato un incremento del 27%, pur non contestualizzate ad ambiti di criminalità organizzata bensì legate alla compravendita di stupefacenti o a conflittualità tra privati. Altro dato importante è una diminuzione delle violenze sessuali (-32%), con l’identificazione dell’85% degli autori.

Il numero di rapine è calato del 7% (diminuzione che si attesta al 55% per quelle commesse in danno di esercizi commerciali). I reati predatori registrano un significativo calo complessivo del 9,6%, con unico dato in controtendenza quello riferito ai furti in appartamento (+ 4,5%). Sono stabili quelli di veicoli, mentre diminuiscono rispettivamente del 14% e del 6% quelli con strappo e destrezza, del 10% i furti in danno di esercizi commerciali e del 24% quelli commessi all’interno di autovetture in sosta.

“Il quadro così delineato restituisce uno scenario provinciale di generale e positiva stabilità, nel quale il significativo aumento dei provvedimenti restrittivi eseguiti non corrisponde ad un pari incremento della delittuosità, peraltro in lieve ulteriore flessione rispetto al già favorevole trend decrescente registrato lo scorso anno” ha commentato il comandante. Per questo bisogna ringraziare “strategie investigative maggiormente affinate e penetranti, in particolar modo orientate al contrasto dei reati contro la persona, il patrimonio e in materia di stupefacenti, i cui autori sono in gran parte persone provenienti dalle province limitrofe, con incursioni giornaliere in questo territorio, benché si annoverino episodi, anche recidivanti, commessi da soggetti stanziali, specie di giovane età tra cui, in misura progressivamente crescente, quelli minorenni”.

Quest’ultimo dato induce “alla riflessione sull’emergente evidente di come lo scenario della delinquenza minorile si stia affermando, anche a Cremona”. E sebbene per il colonnello sia “prematuro parlare di presenza radicata nel territorio di babygang”, il fenomeno “va inquadrato nella presenza di gruppi a composizione fluida se non occasionale, numericamente modesti e privi di una definita linea verticale di comando”. Giovanissimi le cui condotte si concretizzano in “forme di inciviltà diffusa, spregiudicatezza ed arroganza verbale talora degenerate in risse, aggressioni e turpi vandalismi, complice la facile reperibilità di alcol”.

Uno scenario “che rimanda a sacche di abbandono, isolamento e alienazione sociale, alle annose questioni sulle complesse politiche di interazione con le periferie, luoghi in cui le distanze corrispondono più ai margini profondi dell’anima che agli spazi fisici dell’emarginazione culturale ed economica, divenendo quel terreno fertile in cui possono proliferare frustrazione, rancore, aggressività e degrado”.

Situazioni che vanno controllate prima che “compiano l’ulteriore involuzione verso una definitiva decontestualizzazione sociale che ne acutizzi le capacità delinquenziali e i relativi effetti”. Ossia, prima che dilaghi veramente il fenomeno delle baby gang.

“Sebbene, infatti, osservando il quadro delle principali categorie di reato ascrivibili ai comportamenti giovanili (risse, lesioni, rapine, furti, danneggiamenti) si riscontri un netto decremento della delittuosità complessiva, pari al 45% in meno nel raffronto con l’anno precedente (con un calo del 24% dei minori denunciati all’Autorità Giudiziaria minorile), emerge a contraltare l’incidenza di singoli episodi che sfuggono a questa condizione generale connotandosi rispetto al passato per efferatezza e gravità di condotte, aspetto sottolineato dall’incremento dei provvedimenti restrittivi a carico di minori, passati da 2 a 9 e del numero di segnalati per consumo di stupefacenti (+ 35%)”.

L’analisi del colonnello evidenzia come si evinca “il crescente desiderio da parte di alcuni giovani di enfatizzare la personale inclinazione alla violenza replicando nella propria quotidianità modelli comportamentali e linguistici mutuati da contesti territoriali di ben più strutturata caratura criminale, dei cui significati sottesi non hanno peraltro minimamente cognizione”.

In questa prospettiva “il porto del coltello, sempre più diffuso tra i giovanissimi di ogni estrazione sociale, diviene il surrogato di un’identità che nell’ostentazione del possesso di una lama vuole attribuirsi un ruolo e una dimensione in quella sfera relazionale nel cui ambito non riesce altrimenti ad affermarsi e rapportarsi”.

Altro capitolo su cui l’Arma sta lavorando sempre più è quello del monitoraggio dei tentativi di infiltrazione da parte delle consorterie mafiose, “votate in territori apparentemente silenti come il nostro a innestarsi nel tessuto economico”. L’emergenza è reale: le organizzazioni si infiltrano “reimpiegando i proventi illeciti nell’acquisizione di aziende in grave difficoltà, per assumerne poi il pieno controllo, oppure offrendo a quelle sane una pluralità di beni e servizi complementari, manodopera specializzata e liquidità, sempre al fine di entrare negli assetti societari per orientarne le attività”.

Questo, per Sambataro, si estrinseca “in un paradossale ribaltamento dei ruoli per cui non è più il mafioso che impone all’imprenditore il potere di assoggettamento nelle forme canoniche del racket o dell’assunzione coattiva di personale, bensì è quella ristretta parte di imprenditoria, dai contorni fumosi e borderline, che vede nel mafioso un’attrattiva e vantaggiosa opportunità economica e lo va a cercare, agevolandolo nell’alterare gli equilibri della concorrenza e del libero mercato”.

In tale ambito, parallelamente al piano investigativo, l’Arma guarda con attenzione ai fatti o ai reati spia, al fine di fornire aggiornate comunicazioni antimafia, sempre in sinergia con le altre Forze di polizia e sotto il costante coordinamento della Prefettura di Cremona.

Il comandante ha quindi citato le attività dei Reparti speciali: nell’ultimo anno il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cremona ha ispezionato 95 aziende (tra edili, agricole e commerciali), sospendendone 34 per le gravi violazioni accertate in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro e/o per l’impiego di lavoratori in nero. Complessivamente, in questo settore, sono 78 le persone denunciate, con la contestazione di 240mila euro di sanzioni ammnistrative e 280mila euro di ammende

“Duole evidenziare come in un settore che continua ad assurgere alle cronache nazionali con allarmante frequenza, le violazioni maggiormente riscontrate siano state la mancanza del Documento di Valutazione dei Rischi, del Piano di Emergenza ed Evacuazione e della sorveglianza sanitaria, unitamente all’assenza o al mancato aggiornamento della formazione sulla sicurezza e alle gravi carenze nelle misure di protezione contro le cadute dall’alto nei cantieri e l’impiego di lavoratori in nero” ha spiegato.

“Elementi che denotano la necessità di continuare a promuovere la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, ancora sottovalutata per omissioni dolose, negligenza o intollerabile ignoranza di norme”.

Complessivamente sono stati scoperti 30 lavoratori in nero, di cui 10 sprovvisti di regolare permesso di soggiorno valido per svolgere attività lavorativa; sono stati inoltre deferiti alla competente Autorità Giudiziaria 3 datori di lavoro per il reato di caporalato e 20 soggetti per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina avendo favorito l’ingresso in Italia di cittadini stranieri extra-UE mediante la procedura flussi.

Il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Cremona ha effettuato 300 ispezioni complessive, delle quali 145 conclusesi con l’accertamento di condizioni non conformi nei diversi settori di intervento che hanno portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 38 persone e a segnalarne 116 a quelle Amministrative. Le 238 sanzioni amministrative elevate ammontano a complessivi 290mila euro mentre il valore dei sequestri amministrativi verso merci e strutture supera i 140 milioni.

Più in dettaglio, nel settore zootecnico sono state denunciati 19 soggetti, sequestrate 16 aziende agricole per un valore di oltre 66 milioni di euro ed irrogate per importi pari a 125mila euro.  In quello alimentare, 11 persone denunciate, 4 stabilimenti di produzione e commercio di alimenti sequestrati per un valore di 16 milioni di euro e 113mila euro di sanzioni comminate.

Non ultimo, l’ambito sanitario in cui ai 16 deferimenti all’Autorità Giudiziaria si affiancano le 6 strutture sanitarie sottoposte a sequestro per un valore di 1 milione e 700mila euro.

L’attività dei Reparti dei Carabinieri per la Tutela Forestale si è focalizzata sulla prevenzione e la repressione delle condotte illecite che maggiormente incidono sull’ambiente e sulla biodiversità, al fine di garantire la loro salvaguardia nell’interesse delle future generazioni.

Le principali direttrici di intervento hanno riguardato il contrasto della gestione illecita dei rifiuti e degli effluenti di allevamento, nonché la lotta ai reati in danno degli animali e delle specie protette dalla normativa Cites. Inoltre, sono stati realizzati specifici controlli sulla tutela dell’aria, con particolare riferimento alle emissioni derivanti dalle attività zootecniche e dalle fonti industriali del territorio. D

i rilievo, infine, sono stati gli accertamenti nel settore agroalimentare, mirati principalmente alla tutela delle indicazioni geografiche protette che caratterizzano l’eccellenza del “Made in Italy”. Nell’azione di contrasto agli illeciti ambientali sono stati effettuati 731 controlli, accertati 98 reati, denunciate 121 persone ed eseguiti 9 sequestri.

A seguito delle importanti modifiche apportate al Codice dell’Ambiente, i Reparti dei Carabinieri Forestali hanno comminato sanzioni amministrative per 214mila euro in violazione delle norme ex Legge 68/2015; ulteriori 119 sanzioni, per un importo complessivo pari a 172mila euro, sono state irrogate a 94 soggetti.

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