Taglio fondi ai nidi e scuole paritarie, mozione del centrodestra: “Servono contributi stabili”
Depositata una mozione in Consiglio comunale per confermare i contributi e prevedere convenzioni triennali con i gestori
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Una mozione per chiedere all’Amministrazione comunale di confermare i contributi destinati alle scuole dell’infanzia paritarie e ai nidi convenzionati. L’hanno depositata i consiglieri comunali Andrea Carassai (Forza Italia), Jane Alquati (Lega) e Alessandro Portesani (Novità a Cremona), che chiedono maggiore stabilità nei finanziamenti e convenzioni di durata almeno triennale. L’iniziativa arriva dopo la decisione del Comune di ridurre progressivamente i contributi alle scuole dell’infanzia paritarie e di diminuire quelli unitari riconosciuti ai gestori dei nidi convenzionati, nell’ambito della riorganizzazione del servizio.
Secondo i firmatari della mozione, la scelta rischia di incidere sulla sostenibilità economica delle strutture, soprattutto a fronte dell’obiettivo dichiarato dall’Amministrazione di incrementare il numero dei posti disponibili.
“Se si chiedono ai gestori più posti per accogliere un numero maggiore di bambini, non si possono contemporaneamente ridurre le risorse economiche destinate a sostenere quel servizio”, affermano Carassai, Alquati e Portesani. “Così si mette a rischio l’equilibrio economico delle strutture e, inevitabilmente, si scaricano i costi sulle famiglie”. Nel documento si evidenzia inoltre il ruolo delle scuole paritarie e dei nidi convenzionati all’interno del sistema educativo cittadino, sottolineando il contributo offerto nel contenimento delle liste d’attesa e nella garanzia della libertà di scelta educativa delle famiglie. I consiglieri ricordano anche come il costo sostenuto dal Comune per un bambino inserito nelle strutture convenzionate sia inferiore rispetto a quello delle strutture comunali.
Con la mozione il centrodestra chiede di confermare per il prossimo triennio il contributo comunale alle scuole dell’infanzia paritarie, mantenere invariati i contributi unitari destinati ai nidi convenzionati, adeguando gli stanziamenti all’eventuale aumento dei posti, e sottoscrivere convenzioni della durata minima di tre anni.
“Questa non è una battaglia ideologica, ma una proposta di buon senso”, concludono i tre consiglieri. “Significa sostenere centinaia di famiglie cremonesi, valorizzare realtà educative che da decenni collaborano con il Comune e garantire un’offerta scolastica ampia, qualificata e realmente accessibile. Ridurre i contributi oggi significherebbe compromettere un equilibrio costruito negli anni e limitare, nei fatti, la libertà di scelta educativa delle famiglie”.