Data Center a Pozzaglio, l’autorizzazione è di competenza ministeriale. Meno voce ai Comuni?
Questa mattina in Provincia l'incontro tecnico - politico per fare il punto sull'iter. Sindaci preoccupati per le ricadute ambientali
Leggi anche:
Il procedimento per la realizzazione del data center di Pozzaglio sarà condotto dal Ministero dell’Ambiente, quindi con una minore possibilità di incidere da parte dei Comuni coinvolti. E’ questa la novità dell’ultima ora emersa in mattinata Provincia, dove si è tenuto il primo momento di confronto istituzionale dedicato al progetto presentato da Green 1 Italy, con la consulenza progettuale di Arup Italia, affiancata da un gruppo di società specializzate. L’incontro era stato convocato dal presidente della Provincia Roberto Mariani e ha visto la presenza dei rappresentanti degli otto Comuni coinvolti: Pozzaglio ed Uniti in primis, poi Cremona, Castelverde, Corte de’ Frati, Olmeneta, Casalbuttano ed Uniti, Robecco d’Oglio e Persico Dosimo.
L’obiettivo dell’incontro era condividere con i Comuni interessati un quadro conoscitivo comune e affrontare, fin dalle prime fasi dell’iter, gli elementi che richiedono particolare attenzione sotto il profilo tecnico, ambientale e territoriale.
Mariani ha sottolineato che si tratta di un tema nuovo per il territorio cremonese e caratterizzato da un quadro normativo ancora limitato. “Siamo di fronte al primo progetto di data center che interessa la provincia di Cremona. Proprio per questo riteniamo necessario affrontare la questione con il massimo rigore e con un confronto approfondito tra tutti i soggetti coinvolti. La normativa regionale oggi disponibile fornisce indicazioni ancora piuttosto essenziali e lascia aperti diversi aspetti interpretativi. Una situazione che rende ancora più importante il lavoro istruttorio degli enti chiamati a esprimere le proprie valutazioni”.
Tra gli elementi oggetto di approfondimento vi sono il consumo di suolo, gli aspetti energetici e la sostenibilità ambientale dell’intervento, alla luce dell’ elevato fabbisogno energetico e delle modalità di raffreddamento degli impianti, tema particolarmente delicato anche sotto il profilo dell’utilizzo della risorsa idrica.
Nonostante sia previsto che l’autorizzazione all’insediamento arrivi dal Ministero, il comune di Pozzaglio dovrà modificare il suo piano di governo del territorio per autorizzare nuove costruzioni con determinate altezze. L’amministrazione provinciale dovrà poi pronunciarsi a sua volta sul rispetto delle regole da parte del Comune stesso. I sindaci presenti alla riunione prima di pronunciarsi, vogliono conoscere meglio il progetto della nuova infrastruttura.
“Si tratta di impianti che hanno un impatto molto importante, sia dal punto di vista ambientale che del consumo energetico, acqua ed elettricità – dice il sindaco di Casalbuttano Paolo Bandera -. Deve essere fatta un’analisi molto ampia, non ci si deve fermare al mero dato quantitativo e tecnico dell’autorizzazione. Ad esempio: quanto impatterà il calore? Dove e come viene prelevata l’acqua? Sarà riciclata o no?”
“I nostri Pgt – spiega Graziella Locci, sindaca di Castelverde – sono tutti assai stringenti rispetto a questi insediamenti e non devono essere adattati in base alle richieste di privati”.
Mentre era in corso la riunione, i gruppi ambientalisti del territorio si sono riuniti davanti alla prefettura per protestare contro la realizzazione del data center. Sull’impatto “notevole a livello ambientale” si concentra l’appunto di Ettore Amadio della Lipu Cremona: “Si parla addirittura di immobili che hanno un’altezza di 27 metri. Le necessità di questi data center sono elettriche e idriche e vediamo quali problemi ci sono a livello di irrigazione dei campi in determinati periodi dell’anno”. Inoltre, dicono ancora i critici del data center, i Pgt non possono essere modificati a beneficio dei privati ma solo della collettività.