“Rimettete il manifesto pro-vita”: Emiliani scrive a Ipas e lascia intendere vie legali
Il presidente del Movimento per la vita alla concessionaria di pubblicità: "Le scuse non sono dovute tanto al mondo pro-life cremonese, che saprà fare valere le proprie ragioni nelle sedi opportune, ma a tutti i cittadini cremonesi che credono nella libertà di pensiero"
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Dopo l’annullamento della Commissione di Vigilanza che doveva far luce sulle procedure che hanno portato lo scorso maggio alla rimozione del manifesto Pro Vita davanti all’ospedale, il presidente del Movimento per la Vita Paolo Emiliani ha scritto a IPAS, la società che ha in appalto dal Comune la concessione di spazi pubblicitari e per conoscenza ad Arriva SpA e al Sindaco Andrea Virgilio, chiedendo il ripristino del manifesto, primo passo di quella che potrebbe essere una causa legale.
“Vi siamo grati per aver mantenuto libero lo spazio pubblicitario da noi regolarmente occupato da 6 anni”, si legge nella Pec.
La confusa ricostruzione sulla responsabilità della rimozione dell’ormai noto manifesto, ci obbliga a chiedere la immediata riaffissione dello stesso manifesto nella stessa sede.
Perchè e chi ne ha chiesto e motivato la rimozione?
“Il sindaco che ha rifiutato l’incontro in commissione Vigilanza, nell’informare della sua assenza scrive che ‘la PEC da me inviata non revoca alcuna autorizzazione, non risolve alcun contratto, non commina sanzioni e non esercita nei confronti dei soggetti interessati un potere amministrativo autoritativo’.
“Arriva, destinataria della PEC, comunicando anch’essa la propria indisponibilità a partecipare alla commissione vigilanza, scrive di avere agito mantenendo una posizione di sostanziale ‘terzietà’ sulla vicenda, svolgendo esclusivamente un ruolo di interlocuzione limitato al trasferimento della richiesta dell’Ente (il sindaco e’ diventato Ente?) al gestore dello spazio pubblicitario.
“IPAS, gestore dello spazio pubblicitario, nell’unica lettera (5 maggio 2026) indirizzata al Movimento per la Vita, intestatario del contratto di affissione, ‘informa che a seguito della comunicazione di Arriva Italia, titolare del TPL urbano, sta provvedendo alla rimozione del messaggio pubblicitario posto alla fermata bus’.”
Dopo la ricostruzione delle varie fasi, la richiesta: “Non è per nulla chiaro come da un provvedimento non autoritativo, attraverso un soggetto terzo, si sia arrivati a censurare un messaggio di apertura alla vita, di incoraggiamento alla maternità e di disponibilità all’aiuto concreto laddove richiesto.
“Troppo vago e soggettivo il riferimento all’art. 6 delle norme contrattuali: quale violazione o turbativa di ‘norme imperative, regolamenti locali, ordine pubblico o buon costume?’
“Abbiamo fiducia che chiedendo il ripristino del manifesto venga fatta ammenda dell’inqualificabile soggezione dimostrata dal sindaco nei confronti di persona che sottotitola il profilo Instagram in modo blasfemo ‘Nostra Signora degli aborti”.
“Le scuse non sono dovute tanto al mondo pro-life cremonese, che saprà fare valere le proprie ragioni nelle sedi opportune, ma a tutti i cittadini cremonesi che credono nella libertà di pensiero e di espressione e osano sperare in un sindaco all’altezza del suo ruolo istituzionale.
Certo che la presente richiesta non verrà disattesa, porgo distinti saluti”.