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Cremona Solidale,
il nuovo direttore:
'Occorre svecchiare il brand'

Stavolta non è saltata la commissione vigilanza sul futuro di Cremona Solidale, oggetto di polemiche le scorse settimane. Il presidente Ventura lascia parlare a lungo il nuovo direttore generale Emilio Tanzi, che illustra la sua idea di 'svecchiamento del soch'.
A sinistra, i consiglieri di maggioranza prima dell'inizio della commissione.

E’ iniziata e si è svolta regolarmente la commissione vigilanza sul futuro di Cremona Solidale. Prima dell’inizio i consiglieri di maggioranza Roberto Poli, Santo Canale, Alessio Antonioli, Filippo Bonali e Giancarlo Schifano, hanno illustrato il motivo della scelta di partecipare, dopo che l’ultima seduta convocata da Marcello Ventura era andata deserta. Fondamentale che sia cambiato l’ordine del giorno, afferma Poli: “La volta precedente, l’ordine del giorno era relativo al ‘programma’ del direttore generale, che però è una figura con funzioni strettamente operative e gestionali, rispetto all’indirizzo dettato dal Consiglio comunale al Cda.  Questa commissione non può diventare un organo di parte. La nostra scelta di non parteciparvi è stata sicuramente una scelta pesante, messa in atto dopo una serie di sconfinamenti delle regole che sono alla base del funzionamento della commissione stessa”. Come afferma molto chiaramente Schifano: “Il fatto che a Cr Solidale dovesse rimanere Gipponi è stata una strumentalizzazione politica, francamente incomprensibile”. A proposito del precedente direttore generale (fino a settembre scorso): come preannunciato Gipponi ha presentato ricorso al Tar contro gli atti con cui il Cda di Cremona Solidale ha proceduto alla scelta del nuovo direttore. La notifica è del 29 ottobre.

Alla Vigilanza era presente l’intero Cda di Cremona Solidale e dopo un breve preambolo del presidente Emilio Arcaini, è stato il direttore Emilio Tanzi ad avere ampio spazio. Una seduta che di polemica politica ne ha vista ben poca, almeno nella prima ora, assomigliando di più ad una commissione welfare, deputata ad entrare nel merito delle linee di indirizzo dell’azienda. Tanzi, pur ribadendo che le linee programmatiche sono quelle dettate dal Consiglio Comunale mesi fa e che non dipendono da lui, ha detto chiaramente che la sua proposta di azione è tesa a svecchiare l’immagine aziendale, ancora troppo legata al ‘vecchio soch’, anche per l’ubicazione stessa della struttura. La tenuta dei conti nel futuro dipenderà anche da questo, ossia dal rendere più redditizi servizi che, essendo di libero mercato, dovrebbero essere già oggi più remunerativi di quanto non siano. Invece,  gli ambulatori di riabilitazione sono in perdita, come pure la rsa (su cui graverà a breve anche il nuovo sistema di pagamento della Regione). Va sicuramente migliorato, ha detto, l’aspetto sociale – relazionale della presa in carico dei pazienti, oggi troppo sbilanciato sul versante sanitario assistenziale: in altri termini, occorre una maggiore empatia tra operatori e pazienti, una considerazione maggiore dei vissuti personali di ciascun utente, anche di quella categoria particolarmente delicata dei malati di Azheimer, su cui, ha detto Tanzi, esistono molte nuove modalità di approccio non ancora messe in atto a Cr Solidale. Ma più in generale è uno svecchiamento complessivo della struttura che il nuovo dg. propone, anche sotto gli aspetti della gestione aziendale: molto da fare, ha detto, c’è sul controllo di gestione e sulla contabilità analitica; manca una base informativa a supporto delle scelte gestionali. Sul fronte del personale, occorre più attenzione al welfare aziendale per mettere gli operatori nelle migliori condizioni lavorative, e per arginare un “assenteismo in crescita, come pure cresce l’età media degli operatori e il numero di coloro che hanno limitazioni fisiche, ormai arrivati a quasi il 20%. Non possiamo metterli tutti nei back office o in portineria”, ha detto ancora Tanzi. Un accenno anche alle esternalizzazioni: le pulizie, in particolare, sono oggetto di grande attenzione, il livello non sempre è soddisfacente e il risparmio, affidando all’esterno un servizio, spesso è solo apparente.

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