Un commento

A2A-Lgh in pole position per
smaltire 6 milioni di tonnellate
di rifiuti dal sud

La campanella d'allarme viene dal deputato della Lega Nord Paolo Grimoldi: i 6 milioni di tonnellate di rifiuti dalla Terra dei fuochi che andranno gestiti tramite gara, potrebbero verosimilmente finire nel termovalorizzatore A2A di Brescia. E qualcosa potrebbe finire anche a Cremona che con Lgh sta entrando nell'orbita A2A.

Potrebbe essere A2A, a cui è ormai legata Lgh, la società che prossimamente smaltirà 6 milioni di tonnellate di rifiuti provenienti dal sud Italia. La società milanese – bresciana che sta per incorporare la multiutility della Bassa Lombardia di cui fa parte anche Cremona, è la più papabile tra le aziende in grado di vincere le gare per lo smaltimento delle ecoballe campane, di cui una prima tranche è già stata bandita dalla regione Campania. Secondo il deputato della Lega Nord e segretario regionale Paolo Grimoldi, altre gare seguiranno in tempi brevissimi, a metà gennaio, su diretto input del governo Renzi che vuole risolvere una volta per tutte la questione terra dei fuochi. In un’intervista su ‘Il Giornale’, Grimoldi parla di “puzza di bidone, quello che Renzi pensa di rifilare al Nord e soprattutto alla Lombardia con uno dei suoi soliti giochetti, infilando in un decreto alla ripresa dei lavori a gennaio, un bell’emendamento per far smaltire 6 milioni di tonnellate di ecoballe della Campania, molte delle quali provenienti dalla Terra dei fuochi, in altre Regioni, come appunto la Lombardia che ha il sistema di smaltimento più efficiente in Italia. La Lega Nord, insieme alla Regione, è pronta a ogni tipo di opposizione”. In pratica si tratterebbe di una gara di livello internazionale per smaltire quanto prodotto in decenni di mala gestione dei rifiuti. A2A possiede il più grande inceneritore d’Italia, tra l’altro sottoutilizzato, a differenza di quello cremonese di proprietà Lgh, che – stando a quanto sostiene il Comune di Cremona – è già al limite delle proprie potenzialità.

Il valore economico della gara di cui parla Grimoldi ammonterebbe a ben 15 milioni di euro, un toccasana per qualunque azienda, tantopiù per quelle impegnate in costose acquisizioni, come A2A. Spiega Grimoldi al Giornale: “Il denaro finirà ad A2A, società che opera a Milano e Brescia e il cui cda è controllato dal Pd. In particolare il termovalorizzatore di Brescia, il più grande in Italia, è l’unico capace di bruciare quella mole di rifiuti campani”.

Il Governo Renzi ha stanziato 450milioni in tre anni per lo smaltimento delle ecoballe accatastate tra Napoli e Caserta. Un primo bando europeo per la rimozione e lo smaltimento è stato pubblicato dalla Regione Campania e prevede – riferisce la testata online teleclubitalia.it – un importo di 118 milioni di euro, prima tranche dei 450, con scadenza offerte entro il 18 febbraio. Dovranno essere garantiti rimozione, trasporto, smaltimento e recupero energetico dei rifiuti imballati. L’appalto è suddiviso in otto lotti, di cui quattro a Giugliano, tre a Villa Literno e uno ad Avellino. I quattro di Giugliano sono tre di Masseria del Re e uno di Masseria del Pozzo per un totale di quasi 400mila tonnellate di ecoballe.

“Una volta si diceva Lega di lotta e di governo” afferma Alessandro Carpani, capogruppo Lega Nord in consiglio a Cremona,”ma la definizione oggi va molto bene per il Pd. Mentre il consiglio comunale di Cremona aveva votato no allo Sblocca Italia appena qualche mese fa, a Roma il Governo Renzi fa l’esatto opposto ossia lavora per inviare rifiuti al nord. A2A è realisticamente l’unica società in grado di smaltire con i suoi impianti un quantitativo simile di rifiuti. E il rischio grosso è che un po’ ne arrivino anche a Cremona. Qui si pensa di fermare la città con il blocco delle auto a causa dello smog e allo stesso tempo si lascia che arrivino tonnellate di rifiuti da fuori bacino, in barba a qualsiasi logica di federalismo e facendo sì che i territori si sottraggono alle proprie responsabilità”.

g.b.

 

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Commenti
  • paolo

    speriamo che li portino a cremona per incenerirli è risaputo che l’inceneritore di Cremona non inquina