Un commento

Il fiume Po, i monti, gli scout:
ecco i simboli scelti dal nuovo
vescovo per il suo stemma

Nell'attesa dell'ordinazione episcopale, il 30 gennaio in Cattedrale, Mons. Napolioni ha predisposto il suo stemma con il motto 'Servite domino in laetitia'.
foto Sessa

Si intensificano i preparativi per l’avvicendamento tra il vescovo Dante Lafranconi e il suo successore, monsignor Antonio Napolioni, che verrà ordinato vescovo il prossimo 30 gennaio in Cattedrale. Nel pomeriggio di sabato 23 gennaio, ore 16, santa Messa di ringraziamento a conclusione del ministero episcopale del vescovo Dante; il sabato successivo, 30 gennaio, ordinazione episcopale con ingresso in Diocesi del nuovo vescovo di Cremona. Entrambe le celebrazioni si svolgeranno in Cattedrale, dove domenica 7 febbraio, alle 20.30, il Coro Voci Bianche del Teatro alla Scala di Milano sarà protagonista di una serata musicale per i due Vescovi.

Intanto, il sito della Diocesi ha diffuso l’immagine dello stemma che contrassegnerà la presenza di mons. Napolioni a Cremona. Uno stemma in perfetto stile araldico, com’è consuetudine, e che evidenzia anche le singole esperienze personali dei prelati. Si parte in alto a sinistra con la scritta IHS “esplicitamente ripreso dallo stemma di papa Francesco, quale segno di gratitudine per la sua paternità e, più ancora, per esprimere la centralità di Cristo, sole che sorge, non tramonta e che dà vita”. Accanto c’è la sagoma di un monte, richiamo alla terra d’origine del nuovo vescovo e simbolo pasquale; in basso a sinistra le onde di un fiume, esplicitamente il Po, un omaggio alla terra che sta per accogliere il nuovo Vescovo. E a destra infine, l’immagine del giglio, ripreso dallo stemma di Paolo VI, che rimanda al nome Antonio (che significa anche fiore) e all’esperienza scout che ha segnato il cammino umano e cristiano del Vescovo. Sul cartiglio in basso, il motto prescelto è “Servite domino in laetitia”, caro anche a san Francesco d’Assisi, preso dal salmo 99,2. Esperienze di fede a cui mons. Napolioni intende richiamarsi continuamente.

 

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    Chi non rimette i propri debiti ai propri debitori può dichiararsi cattolico?