Ultim'ora
Commenta

Aggressione omofoba,
un gruppo di cittadini
si schiera a favore di Adnen

La diatriba sulla presunta aggressione omofoba di piazza Roma non si spegne. Molte sono le persone che si ergono a difesa di Adnen Hamraoum, il ragazzo tunisino che, secondo le accuse, avrebbe aggredito Domenico Centanni perchè omosessuale. E’ nato addirittura un gruppo Facebook, denominato “Amici di Adnen”, capeggiato da Sandro Merli, che ha già accumulato oltre 150 iscritti in pochi giorni. Un vero e proprio movimento di persone si è infatti mobilitato a sostegno della tesi dell’aggressore, il quale sostiene si sia trattato di una normalissima rissa tra due persone.

Il gruppo ha anche inviato una lettera aperta al presidente nazionale di Arcigay Italia, Gabriele Piazzoni, e al presidente dell’Arcigay locale, Ilaria giano, per chiedere di valutare meglio la situazione. Il gruppo di amici di Adnen evidenzia che il giovane “ha una famiglia, e una bambina appena nata, e la macchina del fango della politica rischia di coinvolgere persone estranee che al limite hanno la sola colpa di amare entrambe le persone coinvolte in questa brutta faccenda di violenza gratuita”.

“A noi risulta che Adnen non abbia corrisposto inizialmente alla avance del signor Domenico più volte avvenute in palestra, tollerando l’insistenza dello stesso, cercando di ignorarlo” si legge nella missiva. Ma c’è di più. Secondo gli scrivendi, sarebbe stato proprio domenico “a provocare Adnen, con commenti violenti, offensivi nonché razzisti, in merito alle sue origini nord-africane, sulle sue usanze, sulla sua alimentazione, sulla sua religione mussulmana”. Adnen, peraltro, sarebbe un rispettato membro della Comunità Islamica di Cremona.

Insomma, per i sostenitori di Adnen dietro quanto accaduto vi è di più. Una regia che avrebbe orchestrato la denuncia di aggressione omofoba: “si percepescie chiaramente che ciò che ha raccontato Domenico nell’intervista rilasciata non è farina del suo sacco, ma che è stato istruito in tempo record, non sappiamo da chi”. Secondo i sostenitori di Adnen, “resta solamente l’amarezza di una situazione che si poteva evitare da entrambe le parti”.

La richiesta che fa il gruppo, quindi, è quella di lasciare che la giustizia faccia il proprio corso, valutando quanto accaduto, ma di fermare “la macchina politica” che getta fango su tutto e che ha portato avanti una grande “pressione mediatica”.

© Riproduzione riservata
Correlati
Commenti