Economia
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Fiera di Cremona in bilico tra associazioni in guerra e incognita Camera Commercio

L'inaugurazione dell'ultima edizione della Fiera del Bovino (2016, foto Sessa)

Quale futuro per la Fiera di Cremona? Chi sarà il presidente del prossimo triennio 2018-2021 quando scadrà il mandato di Antonio Piva alla guida dell’Ente e non sarà più rieleggibile? La Fiera di Cà de’ Somenzi si trova di fronte a scelte che segneranno il suo futuro programmandone il rilancio o il ridimensionamento anche a fronte di bilanci che richiederebbero addirittura – come si legge nella relazione che accompagna il bilancio – l’intervento di un partner privato per mantenere alta la competitività in un settore in piena crisi, a cui potrebbero non bastare le aggregazioni territoriali (con Brescia e Bergamo). Tra le associazioni di categoria sono in corso incontri e contatti costanti ma le soluzioni paiono ancora lontane. A pesare sul destino della Fiera di Cremona ci sono anche le posizioni di un mondo agricolo frantumato e senza speranze, per il momento, di riaggregazione. Così il Consorzio Agrario resterà senza stand anche alla prossima edizione della Fiera del Bovino, la Coldiretti rimarrà sull’Aventino e c’è la grande incognita dell’Apa (l’Associazione Provinciale degli Allevatori) attualmente commissariata ma, di fatto, titolare attraverso l’Associazione Italiana Allevatori della Mostra della Frisona, il fiore all’occhiello delle manifestazioni fieristiche. A questo si aggiunge l’incertezza sull’aggregazione a tre firmata dal ministro Calenda per la Camera di Commercio (Pavia-Cremona-Mantova). Negli accordi con Mantova il sostegno alla Fiera da parte della Camera di Commercio era nei patti (come la sede di Crema, gli uffici decentrati, le maggioranze sui vari temi) in quanto l’ente camerale è socio fondatore della Fiera. Pavia sarà disposta a sostenere la Fiera di Cremona?

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