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Tre anni fa il corteo
antifascista in cui venne
devastata Cremona

Sono passati tre anni da quando Cremona, quel fatidico 24 gennaio del 2015, fu devastata nel corso della manifestazione antifascista promossa dai centri sociali locali come risposta ai fatti che si erano verificati la settimana precedente, quando, durante una rissa avvenuta nei pressi dello stadio al termine della partita Cremonese-Mantova, l’esponente del Dordoni Emilio Visigalli rimase gravemente ferito. Come reazione era stata indetta una manifestazione nazionale antifascista durante la quale alcuni gruppi di persone avevano preso d’assalto, con spranghe, picconi e bastoni, le banche che si trovavano nelle immediate vicinanze della sede del movimento di destra, distruggendo vetrine e sportelli bancomat. Un altro gruppo di manifestanti si era diretto verso il comando dei vigili urbani di piazza Libertà, devastandolo. Sette le persone che erano finire in manette.

Per gli arrestati nella prima tranche dell’inchiesta, il prossimo 2 maggio si terrà in corte di Cassazione il terzo e ultimo grado di giudizio. Il 13 dicembre del 2015 in appello i giudici avevano confermato l’accusa di devastazione per tre dei quattro imputati, ma avevano ridotto le condanne rispetto ai quattro anni del primo grado. Tre anni e otto mesi erano stati inflitti a Mattia Croce, 22 anni, cremonese, frequentatore del Kavarna, ad Aioub Babassi, 22 anni, bresciano, e a Matteo Pascariello, 25 anni, bolognese residente a Lecce. Per Mauro Renica, 32 anni, bresciano appartenente al centro sociale Magazzino 47, che aveva lanciato un bengala contro la polizia, il reato era stato riqualificato in resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Per lui condanna a 2 anni, un mese e 10 giorni di reclusione.

Una sentenza, quella di devastazione, non riconosciuta invece dal gup di Cremona Christian Colombo che il 14 luglio 2016 aveva emesso sentenza nei confronti del secondo gruppo di arrestati, quello composto dal cremonese Filippo Esposti, 28 anni, informatico militante del centro sociale Dordoni e già imputato per la rissa di via Mantova con esponenti di CasaPound, Giovanni Marco Codraro, siciliano 24enne attivo nei collettivi universitari, e il bresciano Samuele Tonin, 27 anni. Esposti era stato assolto, mentre Codraro e Tonin condannati a 9 mesi e 26 giorni il primo, e 10 mesi e tre giorni il secondo, per i reati più lievi di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Contro la sentenza del gup Colombo, la procura di Cremona è ricorsa in appello. Per questo processo l’udienza deve ancora essere fissata.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Sorcio Verde

    Questo episodio dovrebbe essere messo sui libri di scuola.

  • Mirko

    Notare che si parla di centri sociali,gli stessi che il comune dopo il fattaccio voleva chiudere, e tutt’ora ancora aperti.
    Gli stessi centri sociali che scrivono sui muri di tutta la città invece di pulirli,gli stessi centri sociali che accolgono a braccia aperte spacciatori e devastatori della città,gli stessi centri sociali che spaccano tutto(vetrine,bancomat,auto ecc) senza pensare che tutto ciò causa disagio e spreco di soldi pubblici e privati, gli stessi centri sociali che quel giorno hanno spaccato le auto della povera gente che doveva andare al lavoro il giorno dopo…..coloro che si definisco centri sociali dovrebbero fare tutt’altro,con questo comportamento si mettono alla pari dell’ignoranza più totale

    • Illuminatus

      Assolutamente d’accordo.