Un commento

Incappucciati lanciano molotov
Procura antiterrorismo al
lavoro su filmato della Pioneer

Foto Sessa

Vertice, questa mattina, in procura a Brescia tra il procuratore aggiunto Carlo Nocerino, i carabinieri del Ros (Raggruppamento operativo speciale), specialisti in materia di criminalità eversiva e terroristica, e gli agenti della Digos di Cremona e Brescia per fare il punto sulle indagini relative all’incendio divampato tra le 3 e le 4 della mattina del 9 marzo scorso che ha distrutto il laboratorio della Pioneer DuPont di Pessina cremonese, mandando in fumo il laboratorio di ricerca che studia gli ibridi di mais ed altri semi. Al vaglio degli inquirenti c’è il filmato delle registrazioni delle telecamere interne dell’azienda dove si intravedono due soggetti incappucciati che lanciano bottiglie molotov. Un episodio inquietante che riporta alla mente l’attacco incendiario dell’aprile del 2017 che aveva devastato lo stabilimento Monsanto di Olmeneta, quartier generale dell’altra multinazionale che studia e produce semi ogm. I due fatti riporterebbero alla stessa mano, tanto che il procuratore vorrebbe unificare i due casi in un unico fascicolo in quanto la matrice sarebbe la stessa, così come sarebbero gli stessi gli autori.
Nel caso della Monsanto erano state ritrovate quattro bottiglie di plastica incendiarie complete di innesco, alcune delle quali avevano preso fuoco. Fuori dallo stabilimento, la scritta «Bayer-Monsanto matrimonio criminale. No Ogm», in riferimento alla fusione tra l’azienda americana e il colosso farmaceutico tedesco. Nel caso della Pioneer, invece, non sono state trovate scritte, né ci sono state rivendicazioni, ma la pista è quella anarchico ecologista. Sull’ecoterrorismo esisterebbero le ipotesi di una matrice cremonese sulla quale la Digos di Cremona ha ricevuto l’incarico di preparare un dossier.

Sara Pizzorni

                   

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