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Epidemia di polmonite,
Gallera: 'Priorità individuare
la causa del contagio'

L'assessore Gallera

E’ confermata la legionella quale causa dell’epidemia di polmoniti che si sta registrando in questi giorni tra il Bresciano, il Cremonese e il Mantovano. A confermarlo l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, che ha evidenziato come si tratti di polmonite batterica. Intanto cresce il numero dei soggetti in cui si è riscontrata la patologia, che è salito a 250 circa.

Nel frattempo continuano le indagini da parte delle Ats interessate per cercare di capire quale sia la causa dell’epidemia: il batterio potrebbe essere trasmesso via acqua come anche via aria. Intanto si procede anche alla disinfestazione dei plessi scolastici dei paesi interessati, anche in vista della prima campanella della scuola.

L’assessore regionale al Welfare ha spiegato che si sta cercando di capire se il vettore sia l’acqua e, a tale scopo, sono stati interrogati gli stessi pazienti per capire se ci sia un elemento che li accomuna e individuare la sorgente. In queste ore, poi, si stanno valutando anche controlli nell’aria. Intanto in mattinata lo stesso assessore riferirà in Consiglio Regionale in merito all’evoluzione dell’epidemia e al numero di nuovi casi.

AGGIORNAMENTO ORE 13 – Ora la priorità è la ricerca di un comune denominatore del contagio. Lo ha detto l’assessore Giulio Gallera durante il consiglio regionale svoltosi nella mattinata di martedì: “Ad oggi ancora non sono emerse evidenze che possano accomunare tutte le persone che si sono ammalate” ha detto. “Sono ancora in corso specifiche azioni volte a identificare la fonte di trasmissione, senza escludere nulla. A questo proposito abbiamo analizzato la rete di distribuzione dell’acqua potabile per verificare una eventuale interconnessione delle reti tra i comuni, ma tale evenienza è stata esclusa. Nel frattempo è stata campionata la rete idrica e sono stati programmati anche campionamenti nelle torri di raffreddamento degli impianti dei territorii interessati”.

E ancora, tra le possibili causesi analizza anche la vicinanza del fiume Chiese, mentre la Regione ha coinvolto anche Arpa Lombardia per incrociare i dati delle precipitazioni temporalesche e dei venti delle ultime settimane con i casi di contagio che si sono verificati. “Ci si chiede se possano aver creato un disequilibrio nell’ambiente” ha spiegato ancora Gallera.

Intanto continua il lavoro di ricerca anche da parte delle Ats e Asst interessate, anch’esse in campo per cercare di individuare le possibili cause dell’epidemia, ma anche nel cercare di circoscrivere il contagio. Intanto un ragazzo bresciano di 29 anni è stato ricoverato in terapia intensiva proprio a causa della legionella. Complessivamente vi sono stati 235 accessi al pronto soccorso, 196 sono le persone attualmente ricoverate, 12 le persone che hanno rifiutato il ricovero o che sono state dimesse, due i decessi, uno con una diagnosi accertata di legionella. Questo il dato aggiornato alle 20 di lunedì sera.

Il dato tra Mantova e Cremona rimane lo stesso: 37 sono i pazienti, ricoverati negli ospedali mantovani, compresi due cremonesi, mentre un terzo cremonese è ricoverato sul Bresciano.

lb

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