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I partiti non trovano l'accordo
sulle scuole: centrodestra
già diviso in Provincia

La politica è tornata a dividersi, ancora di più dello scorso anno in questo periodo, sul tema del dimensionamento scolastico. Almeno tre le proposte giunte dai consiglieri cremaschi al comitato provinciale di indirizzo, organo consultivo costituito da dirigenti scolastici, sindaci dei Comuni in cui sono presenti le scuole e consiglieri provinciali, comitato che si è riunito mercoledì pomeriggio e nel quale ci sono state scintille anche all’interno dello stesso schieramento politico. Il cremasco chiede ancora lo scorporo da Cremona delle due sedi locali dell’istituto agrario Stanga, in modo da creare un unico polo di formazione agricola – ricettiva – artigianale aggregando l’attuale Stanga di Crema e la scuola casearia di Pandino allo Sraffa – Marazzi. Su questo, oltre che sulla proposta di portare il corso per geometri sotto la direzione del liceo Munari (e le Scienze Umane al Racchetti) la divergenza con Cremona è netta. L’asse trasversale alla politica vede allineati sulla stessa lunghezza d’onda sindaci di diversa collocazione come Stefania Bonaldi, centrosinistra, sindaco di di Crema, Gianni Rossoni, Forza Italia di Offanengo, Maria Luise Polig, sindaco di centrosinistra di Pandino e  di Virgilio Uberti vicesindaco della Lega di Palazzo Pignano. “La mia proposta di svincolare le due sedi cremasche dello Stanga da Cremona”, spiega quest’ultimo, “nasceva da una precisa sollecitazione di alcuni genitori e dalle oggettive difficoltà che crea sul piano organizzativo e didattico, il fatto che lo Stanga abbia sede di presidenza Cremona. Due ambiti territoriali diversi che creano problemi: se un genitore deve parlare con la preside deve venire fino a Cremona; i docenti devono fare riferimento all’ambito cremonese, che arriva fino al casalasco, quando la loro residenza è a km di distanza, con la conseguenza di frequenti rinunce alla cattedra e ripercussioni sulla didattica. Sono stato accusato di essere campanilista, non mi pare proprio che questi argomenti siano ‘di campanile’”. E resta il fatto che metà della popolazione scolastica della provincia insiste su Crema, ma qui hanno sede solo 5 autonomie scolastiche contro le 9 di Cremona.

La proposta cremasca non ha trovato l’appoggio dei consiglieri del centrodestra cremonese, nemmeno, per il momento, quello di Marcello Ventura, consigliere di Fratelli d’Italia, partito che nelle prossime elezioni per il rinnovo del consiglio provinciale si è alleato proprio con la Lega Nord. Così come il deciso no della vicesindaco Maura Ruggeri alla proposta cremasca è in contrasto con la posizione del sindaco Bonaldi nonostante la stessa appartenenza politica.

A fronte di queste divisioni la soluzione più probabile è che alla fine il consiglio provinciale (che dovrà deliberare entro il 31 ottobre il dimensionamento) prenda in esame soltanto la delibera proposta dal presidente Davide Viola che conferma l’assetto esistente. Infatti, quasi giunti a scadenza di mandato (lo stesso 31 ottobre si vota per il rinnovo del consiglio), non ci sarebbe più spazio per modifiche all’assetto scolastico, che sarà cura del prossimo consiglio andare eventualmente a ritoccare. Alla base di questa presa di posizione anche l’assenza di una esplicita richiesta di modifica da parte delle scuole coinvolte. I cremaschi potrebbero a quel punto intervenire con un emendamento per riproporre la loro posizione. g.biagi

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