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Piscina, Società di nuoto e
gestore lontanissimi. Il nuoto
libero 'strappa' lo sconto

Sport Management arretra su alcune situazioni che avevano fatto protestare gli utenti, ad esempio cancellando l’obbligo di tesseramento più  il costo del badge per chi sottoscrive un abbonamento (23 euro più 5), ma mostra segnali di insofferenza verso la marea di critiche che le sono piovute addosso e verso il  mancato filtro da parte del Comune. Critiche che arrivano sia dagli utenti del nuoto libero sia dalle società agonistiche, le due categorie che mercoledì pomeriggio per la prima volta hanno avuto un faccia a faccia con i responsabili della spa veronese. L’occasione è venuta dalla commissione Vigilanza, convocata da Marcello Ventura di Fratelli d’Italia, dopo che tre settimane fa erano venute allo scoperto una serie di mail di proteste arrivate all’ufficio sport del Comune.

“Non vogliamo essere strumento di una corrente politica “, ha detto a chiusura di commissione il responsabile delle manutenzioni di SM, Christian Panzarini. “Invito l’amministrazione ad individuare, come in tutti gli altri Comuni con cui collaboriamo,  la figura del responsabile unico del procedimento, una figura tecnica a cui possiamo riferirci e che faccia da filtro per le tante e diverse questioni che ci vengono sottoposte”. C’è anche stato un difetto di comunicazione: dopo la riunione tra Comune e SM del 6 novembre, nella quale erano state recepite alcune richieste degli utenti, questi ne erano ancora all’oscuro. E un’assemblea pubblica nella quale SM potesse spiegare le ragioni delle regole applicate in piscina, non è ancora stata convocata.

Servirà un momento aperto a tutti gli utilizzatori (assemblea presso l’impianto, probabilmente) per sviscerare le tantissime questioni emerse in commissione, alcune risolte, altre no. Di certo  qualcosa di quanto previsto nel contratto tra Comune e SM era stato disatteso (ad esempio il badge a pagamento), ma solo in virtù delle proteste degli utenti è stato risolto.

La nuova gestione della piscina dopo il lungo corso della Fin (SM è sia una spa di gestione di impianti, sia un ente di promozione sportiva)  è entrata in aperto conflitto con le società storiche che fanno nuoto a Cremona (canottieri Baldesio, Bissolati, Flora, Stradivari, Asd Delfini; ma anche con l’associazione Sub), tanto da far dire a Paolo Morabito (rappresentante Master  Baldesio, 120 agonisti): “SM è una società che fa parte del mondo agonistico del nuoto. Il tesseramento chiesto al pubblico serve forse per mostrare che avete tanti tesserati, magari per scalate all’interno della federazione? Lo dico solo a titolo di ipotesi, naturalmente”. E se il badge serve per controllare chi entra, ha continuato, “mi dite a cosa serve dopo le 20 quando la piscina è chiusa al pubblico? I miei ragazzi li controllo io, ho io la responsabilità come assistente bagnante quando alleno, e vi assicuro che gli agonisti non vanno dentro due o tre volte; idem per i Master, ho io la responsabilità del piano vasca, come da regolamento Fin. La canottieri Baldesio versa qualcosa come 40mila euro l’anno per far entrare in acqua i suoi atleti: perchè devo anche far girare un tornello?”

I NUOTATORI NON AGONISTI – Tra il pubblico anche una folta delegazione di nuotatrici del ‘nuoto libero’, che da mesi hanno lamentato aggravio dei costi e una maggiore difficoltà di fruizione della piscina (utilizzo del badge, necessità della visita medica, riduzione delle corsie, confusione tra nuoto libero e nuoto guidato). Le loro domande sono state sintetizzate da Rosalia Frigeri: “Perchè come utente del nuoto libero mi devo associare a SM? Perchè abbiamo a disposizione metà vasca?” e da Matilde Potenza: “Perchè non posso fare nuoto libero e ho dovuto pagare per il nuoto guidato? Se io voglio fare un corso, lo faccio di mia volontà e non perchè me lo impone SM. Perchè il certificato medico? Non mi risulta che ci fosse nel bando”. Domande a cui, solo in conclusione, SM ha potuto rispondere. In parte confermando che il certificato di sana e robusta costituzione è un obbligo di legge ed è un utile strumento di prevenzione dei rischi (linea condivisa dall’amministrazione comunale); in parte spiegando che il tesseramento è un obbligo di legge a cui non si può sottrarre. Chiunque voglia fare attività sportive deve essere affiliato ad un ente di promozione sportiva o associazione, con iscrizione sul registro del Coni. Anche un oratorio, per dire, lo deve fare. Da questo ne deriva un vantaggio per l’associazione, di tipo fiscale (ma solo in quanto associazione, non come gestore di impianto), e anche per l’iscritto che  gode così di una copertura assicurativa con massimali superiori a quelli degli agonisti.

L’ASSESSORE PLATE’: I NUMERI MOSTRANO GRADIMENTO – L’assessore Platè ha evidenziato che “tutti i controlli sull’acqua hanno mostrato che i parametri qualitativi sono in regola. Sulle utenze, abbiamo visto un costante aumento nell’ultimo anno: al 2 ottobre ci sono stati più di 5200 ingressi contro 3500 e 3200 nel 2017 e 2016. Abbiamo ricevuto anche mail che mostravano una generale soddisfazione. Anche in virtù di questo progressivo aumento di utenti non abbiamo ritenuto necessario convocare una commissione ad hoc. Ci sembrava che un momento pubblico in piscina, come previsto nella convenzione stessa, potesse essere sufficiente per chiarimenti e per trovare ulteriori soluzioni, sia in termini di gestione che di qualità del servizio”. L’assessore ha poi passato in rassegna alcuni dati sulla customer satisfaction della struttura, che evidenziano una gestione “che sicuramente non è paragonabile a quella del passato”.

Per la precisione, gli utenti sono passati da 3787 del novembre 2017 a 5209 nell’ottobre 2018. E tra 2012 e 2016, anni di gestione Fin, fa sapere il Comune, il decremento era stato costante, da 4100 del 2012 ai 3200 di ottobre 2016.

RITORNA L’IDEA DELLA FUGA DELLE CANOTTIERI –  Tra gli interventi della società canottieri, la ‘bomba’ è stata lanciata dal vice presidente della Bissolati Fabio Fedeli: “Il nostro intento è quello, in un paio d’anni, di coprire la nostra piscina e di utilizzare quella per gli allenamenti invernali”. Provocazione subito ripresa dal presidente dei Master Baldesio Paolo Morabito: “Alla Baldesio ci sono già 3 progetti per la piscina coperta. La concorrenza sarà insostenibile”. Altri motivi di scontento sono stati avanzati da Marco Montagni (Baldesio), sull’impossibilità di far entrare come atleti i giovanissimi della categoria Propaganda (secondo SM non sono considerabili agonisti) e dalla rappresentante della Stradivari che ha lamentato l’impossibilità di utilizzare corsie da 50 metri, le condizioni dei bagni e i phon a pagamento. Fedeli ha poi lamentato le difficoltà per gli allenamenti serali a cui è costretta la pallanuoto Bissolati (i ragazzini si sono dileguati perchè l’unica disponibilità dello spazio acqua necessario è solo dalle 21) e per un caldo eccessivo negli spogliatoi. Gianpaolo Oleotti (Sub) ha chiesto che la convertibile, sufficientemente profonda per gli allenamenti di immersione, sia resa utilizzabile al più presto.

Tra gli interventi a difesa della gestione SM, nonostante l’ammissione della necessità di alcuni correttivi, Alessio Antonioli (FNC) e Filippo Bonali (Sinistra per Cremona): “Contesto la conduzione opinabile di questa commissione, i referenti di SM non hanno potuto rispondere volta per volta e abbiamo assistito ad una continua ripetizione delle medesime accuse. E’ normale che chi si trova bene  con la nuova gestione non alzi la voce, ma i numeri sull’aumento degli utenti vorranno pure dire qualcosa. Per quanto riguarda i tornelli e quindi i badge, mi pare che avere ingressi più ordinati consenta di migliorare gli accessi con maggiore sicurezza per tutti. Quanto all’ipotesi delle canottieri di costruire impianti invernali sulle loro piscine estive, mi chiedo quale aggravio di costi ciò comporterebbe per i loro stessi soci”. Qualche obiezione su come la Giunta ha gestito i rapporti con utenti e la società di gestione è arrivata dal consigliere Giovanni Gagliardi (Pd). Infine, una replica piccata all’indirizzo degli esponenti della canottieri Baldesio è giunto dalla responsabile d’area di SM Teresa Abruzzese: “I badge sono stati introdotti per controllare l’affluenza e i tornelli sono esplicitamente stati previsti nel bando, anzi l’amministrazione ci ha sollecitato ad installarli.  Eravate informati da settembre che c’era il badge e ci avevate anche chiesto uno sconto, che è stato accordato. Il badge serve per gestire gli accessi che soprattutto in alcune ore e con i bambini, diventano veramente problematici. Il referente del gruppo di atleti dovrebbe attendere tutto il  gruppo e farli entrare tutti insieme”.

Dunque, nulla di risolto, a quanto pare, per quanto riguarda le canottieri, mentre c’è la promessa di uno sconto sul prossimo abbonamento per gli utenti del nuoto libero che hanno già pagato i 23 euro di iscrizione + 5 di badge.   g.biagi

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