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Passerella,no a consiglio aperto
'Se serve dal Prefetto'. Sindaco:
'Parliamo comunque con gente'

Nel consiglio comunale di venerdì 30 novembre, è arrivato il rifiuto da parte dell’Amministrazione di Pizzighettone di indire un consiglio comunale aperto alla cittadinanza sul crollo della passerella ciclopedonale che univa il paese alla borgata di Gera. Respinte perciò sia la mozione che l’interrogazione presentate dal consigliere di minoranza Elena Bernardini (‘Pizzighettone Chiama’). “C’è dispiacere – spiega il sindaco Luca Moggi – per quanto successo, ma abbiamo la consapevolezza di quanto è stato fatto. La nostra non è una posizione preconcetta, ma abbiamo un modo diverso di comunicare sia coi cittadini che con le istituzioni. Ci siamo concentrati sul fare, mentre altri evidentemente preferiscono fare bagarre su quanto successo”. Moggi poi specifica: “Non ci rifiutiamo di parlare coi cittadini, ma le premesse dei due atti puntavano il dito contro l’Amministrazione per quanto accaduto, mentre abbiamo dovuto intervenire in una situazione di eccezionalità facendoci trovare pronti”. Ma il sindaco, ribadendo nuovamente e approfondendo i passi compiuti nei giorni e nelle ore precedenti al crollo, si toglie anche qualche sassolino politico: “Sono sorpreso che chi oggi si preoccupa del modo in cui gli utenti deboli possano circolare tra Gera e Pizzighettone siano gli stessi che, durante l’Amministrazione Bernocchi, avessero disposto la chiusura della stessa passerella. Noi ci siamo presi la responsabilità di riaprirla perché ritenevamo fosse un servizio importante per la borgata di Gera”.

Sul tavolo, poi, anche il nodo su una eventuale ricostruzione del passaggio ciclo-pedonale. “Cercheremo – spiega ancora Moggi – una soluzione condivisa con gli Enti superiori (Regione e Aipo in primis, nda) e compatibile con le esigenze idrauliche dell’Adda. Sicuramente non verrà ricostruito in quel punto e con quelle caratteristiche. Senza dimenticare che dovremo valutare se si potranno avere dei risarcimenti, considerato anche che Regione Lombardia ha dichiarato in quei giorni lo stato di calamità. In ogni caso aspettiamo sviluppi, ma dobbiamo cercare di trasformare questo evento negativo in qualcosa di positivo”. Tra le ipotesi circola anche quella di affiancare il passaggio pedonale al ponte veicolare ‘Trento e Trieste’, ma dall’Amministrazione non filtra alcun commento proprio perché si è ancora in una fase di valutazione. Di sicuro, da qualche giorno sono iniziati i lavori di demolizione dei resti della passerella, con la ditta incaricata (la B&B Tecnoscavi di Grontardo, la stessa che era stata incaricata di rimuovere i detriti della passerella, nda) che ha creato uno scivolo di sassi fino al fiume per agevolare il lavoro dei mezzi. Dal Comune non si sbilanciano sui tempi di completamento dei lavori, ma assicurano che il tutto avverrà “in tempi brevi”. Questa soluzione, adottata dopo averne contemplate altre, permetterà sia una maggiore sicurezza nell’abbattimento che una migliore efficacia nel recupero dei detriti, anche se questo secondo aspetto verrà affrontato con ogni probabilità quando il livello del fiume sarà più basso. Anche per quanto riguarda le utenze si sta cercando una soluzione con le ditte responsabili per superare l’attuale situazione provvisoria.

Bernardini, in ogni caso, non demorde: “Non sono soddisfatta delle risposte date in consiglio comunale, comunque ciò che mi interessa maggiormente è avere un confronto pubblico tra minoranze, maggioranza e cittadini perché credo sia costruttivo e necessario”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giancarlo Bissolotti, capogruppo di ‘Cittadini Protagonisti’, che ha votato a favore della mozione dell’altra opposizione e che ha già preannunciato ulteriore battaglia, anche perché in Consiglio qualche malumore si è levato dal nutrito pubblico presente, pur impossibilitato a partecipare al dibattito: “In accordo col regolamento degli organi collegiali del comune, nei prossimi giorni presenteremo congiuntamente con il gruppo ‘Pizzighettone Chiama’ la richiesta di convocare questo consiglio comunale aperto con ordine del giorno riguardante il crollo della passerella (servono le firme di un quinto dei consiglieri comunali, quindi fattibile con i soli numeri delle opposizioni, nda) perché è giusto che la gente esprima la propria visione e perché sarebbe una dimostrazione di democrazia. Nel caso ci venga negato, andremo dal Prefetto a presentare questa richiesta”.

mt

 

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