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'Veleni' al canile:
archiviata dal giudice
causa di diffamazione

Archiviato dal giudice Elisa Mombelli il procedimento per diffamazione che vedeva Cheti Nin, la vice presidente della passata gestione dell’associazione Zoofili cremonesi, ‘vittima’ delle animaliste Rosetta Facciolo, presidente dell’associazione ‘Dalla parte degli animali’ e che a suo tempo aveva fatto scoppiare il caso del canile di via Casello, Simona Ferrari e Claudia Locatelli, la Facciolo assistita dall’avvocato Gualazzini, mentre le altre due volontarie dal legale Massimiliano Cortellazzi. La denuncia, a firma della Nin, risale al 14 febbraio del 2016. La Nin lamentava la pubblicazione di un post sulla pagina facebook della Ferrari relativo alla pagina di un libro scritto da Debora Galli intitolato ‘Animali nell’anima’ che racconta fatti accaduti nel 1991 presso il canile ‘lager’ di Orio Litta, e da qui si era aperto uno scambio di opinioni tra animalisti. Tra i post, anche uno che accostava la Nin a Hitler. Non è diffamazione, secondo il giudice, che ha accolto la richiesta di archiviazione del pm. Il 6 ottobre del 2017 Cheti Nin è stata definitivamente condannata dalla Cassazione per le uccisioni di cani e di intere cucciolate messe in atto “con crudeltà e senza necessità attraverso i farmaci eutanasici Tanax e Pentothal Sodium” e di esercizio abusivo della professione veterinaria. Fatti avvenuti nella struttura comunale di via Casello dall’agosto del 2007.

Sara Pizzorni

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