Un commento

Pestaggio durante il comizio
di Salvini: denunciati due
simpatizzanti di Forza Nuova

La platea durante il comizio di Salvini

Denunciati a piedse libero dalla Digos della Questura di Cremona, per violenza privata, due simpatizzanti del movimento politico di estrema destra Forza Nuova, che nella serata del tre giugno, durante il comizio tenuto dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, avevano aggredito un ragazzo cremonese di 26 anni che aveva esposto un drappo di tessuto, delle dimensioni di una sciarpa, recante la scritta “Ama il prossimo tuo”.

Il ragazzo era stato preso di mira da alcuni dei presenti, che avevano iniziato ad inveire nei suoi confronti, tentando di sfilargli la sciarpa e di allontanarlo dalla piazza. A quel punto due persone gli si erano avvicinate, strattonandolo e colpendolo con un pugno ed uno schiaffo al volto e con un calcio nel fondoschiena; una terza persona, poi, lo aveva colpito con una manata al volto.

L’intervento di alcuni agenti della Polizia Locale liberi dal servizio aveva consentito alla vittima dell’aggressione di allontanarsi dal luogo e di ricevere le prime cure. Nella mattinata successiva il ragazzo, contattato dal personale della Digos, attivatosi immediatamente, ha riferito di non aver riportato alcuna lesione e, a tutt’oggi, non ha formalizzato alcuna querela per i fatti accaduti.

Ciò nonostante, le attività d’indagine sono proseguite e l’esame di un video amatoriale consegnato da un testimone ha consentito, poi, di individuare in B. G. (cremonese di 19 anni) e B. M. A. (cremonese di 43 anni) i responsabili dell’aggressione. Sono in corso ulteriori accertamenti volti all’identificazione della terza persona che ha partecipato all’aggressione.

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Commenti
  • Alceste Ferrari

    Era ora
    Quando si spaccia una città per insicura, dove “le donne non possono uscire da sole la sera” (cit.) e “piazza Lodi sembra il centro di Beirut” (cit.), una città “devastata” (altra cit.)
    E l’insicurezza è tutta dentro quella piazza (un molestatore seriale, un bombarolo poi condannato tre giorni dopo, tre squadristi fascisti picchiatori)
    In realtà i 110 in assetto antisommossa erano lì per difendere la città da loro, non il contrario