Cronaca
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Baby gang scatenata durante una festa alla Bissolati: tre arresti e quattro indagati

AGGIORNAMENTO – Altre sette persone indagate, di cui cinque minorenni e due maggiorenni, con tre soggetti finiti in una comunità di recupero, a cui vengono contestati cinque episodi di violenza in una sola sera: questo il bilancio dell’operazione ‘Last Night’, condotta dalla Squadra Mobile della Polizia di Cremona, che ha sgominato quella che gli inquirenti considerano una costola della baby gang denominata Cremona Dissing, già al centro, nei mesi scorsi, di una corposa indagine dei Carabinieri, che aveva portato a sette arresti.

Gli episodi di violenza contestati dalla Questura, ben cinque in una stessa serata, risalgono al 12 giugno scorso, durante una festa tra giovanissimi che si stava svolgendo presso la canottieri Bissolati. La prima aggressione si era verificata nei pressi della società, dove un ragazzo era stato circondato dal gruppo e preso a schiaffi: solo il fatto che conoscesse uno degli aggressori gli ha evitato conseguenze più gravi.

Il secondo episodio si era verificato durante la festa, quando un giovane era stato aggredito solo perché passando davanti alla gang aveva urtato e fatto cadere una sedia. Poco dopo, il fatto più eclatante, una vera e propria rapina: un altro minorenne era stato circondato dal branco, buttato a terra e preso a calci, solo per sottargli 20 euro. E ancora, un’altro tentativo di rapina era stato fatto ai danni di un altro ragazzo, che era però riuscito a scappare. Infine l’ultimo episodio aveva riguardato altri due minorenni, che all’uscita della festa erano stati inseguiti e minacciati dalla gang: “Vi ammazziamo di botte”, avrebbero detto i persecutori.

Nel corso della serata, che si era rivelata piuttosto movimentata, era anche intervenuta una pattuglia della Polizia Locale. Ma nelle ore subito successive, sono scattate le indagini da parte degli uomini della Questura, a cui sono seguite anche delle perquisizioni, disposte dalla Procura dei minori di Brescia, durante le quali gli investigatori hanno recuperato prove eclatanti, come i vestiti che gli aggressori indossavano durante la serata e schermate di cellulare in cui sui social i malfattori si vantavano delle loro gesta.

A finire nei guai sono quindi stati tre minorenni di origine magrebina, di cui due nati a Cremona e uno in Marocco, mentre altri quattro, due minorenni e due maggiorenni, sono tutt’ora sotto indagine per una delle aggressioni.

“Quello che emerge e che ci lascia perplessi è il vuoto che caratterizza questi ragazzi, provenienti da famiglie normalisime, che però decidono di aggregarsi in branco e di celebrare le proprie gesta violente attraverso un uso distorto dei social” commenta Mattia Falso, dirigente della Squadra Mobile di Cremona. “Manca completamente la cultura del rispetto degli altri e soprattutto delle regole. Speriamo di aver finalmente dato un freno definitivo alla loro escalation”.

Laura Bosio

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