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Pasini resta in carcere
La testimonianza della vicina di casa
Il corpo di Sabrina non è nella cisterna

AGGIORNAMENTO – Il corpo di Sabrina non è ancora stato stato trovato nella cisterna sotto sequestro da venerdì pomeriggio nella campagna di Vergonzana. Da ieri sono iniziate le operazioni di svuotamento dal liquame, operazioni lunghe e laboriose considerata la profondità della vasca che nel punto centrale raggiunge i 6 metri.

Il tenente colonnello Carlo Maria Repetto, comandante provinciale dei Carabinieri di Cremona, sui luoghi dell’indagine a Vergonzana

Dall’ordinanza del Gip Giulia Masci firmata ieri, emerge intanto che una vicina di casa della ex compagna di Alessandro Pasini ha dichiarato di aver sentito urla di aiuto nelle prime ore di mattina di sabato 15 agosto. Molto probabilmente era la voce di Sabrina, che sempre più elementi indicano come presente nell’appartamento, di cui Pasini aveva le chiavi. In quell’appartamento sarebbe stato commesso il delitto, forse a causa di un rifiuto, che poi Pasini avrebbe cercato di occultare. Questa la ricostruzione delle ore immediatamente precedenti al ritrovamento dell’auto bruciata a Vergonzana, fatta dagli inquirenti sulla base degli indizi , delle prove raccolte e delle parziali ammissioni fatte da Pasini dal carcere. Il corpo di Sabrina tuttavia non si è ancora trovato.

Il Gip di Cremona Giulia Masci, all’indomani dell’interrogatorio di garanzia non gli ha convalidato il fermo, ma ha deciso di applicare la custodia cautelare in carcere. Il Comune di Madignano ha emesso un’ordinanza di divieto di transito in via Vergonzana, situata nella zona della cisterna in corso di svuotamento.

Il 45enne cremasco finora ha ammesso di aver bruciato l’auto della donna che lui stesso aveva portato nei campi della frazione di Vergonzana e a cui aveva dato fuoco in un secondo momento con a bordo, secondo la versione del 45enne, proprio il corpo di Sabrina, morta, sempre secondo Pasini, in seguito ad un malore o ad un’overdose dopo aver assunto stupefacenti. Una versione che non convince gli inquirenti, in primis perché i resti carbonizzati a bordo della vettura sono risultati essere quelli di un cane, ma anche perché ipotizzano una fine violenta per la donna.

Il tenente colonnello dei Carabinieri di Cremona, Lorenzo Carlo Maria Repetto ha sottolineato che il fermo “non è stato confermato per un fatto tecnico dato che non è stato ravvisato il pericolo di fuga” da parte di Pasini, ma che l’ordinanza “contestualmente ha concordato in pieno con attività investigativa che è stata fatta e questo ci conforta molto”. “Abbiamo dato – ha dichiarato ancora Repetto – una risposta in tempi brevi per un fatto che si evidenzia efferato”.

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