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Natale tra Cremona e
Castelvetro: i pendolari tra
le due regioni si organizzano

“Sono d’accordo con il presidente Bonaccini, che ha chiesto, a nome di tutte le Regioni,  di rivedere le regole sugli spostamenti durante il periodo delle feste natalizie. Trovo che i divieti così come stati decisi dal Governo siano una misura ingiusta e non equilibrata, che non tiene conto degli affetti più cari”. Il sindaco di Castelvetro, Luca Quintavalla, commenta così le regole disposte dal Dcpm che vieta gli spostamenti al di fuori del proprio Comune nei giorni di Natale e Capodanno, ulteriori limitazioni che vanno ad aggiungersi a quelle in vigore da tempo che già limitano fortemente le libertà individuali di un paese situato  ai limiti regionali.”Qui la questione non è più soltanto l’impossibilità  di  raggiungere  Cremona – continua – ma anche di andare a trovare il famigliare che abita a Monticellli”. Una soluzione potrebbe essere quella del raggio chilometrico, quindi consentire alle persone di spostarsi, per Natale, solo entro una distanza limitata; oppure i limiti provinciali. “Fermo restando – aggiunge Quintavalla – che le regole vanno rispettate ed è stato annunciato un potenziamento dei controlli durante le festività. Mi auguro che prevalga il buon senso. Se c’è una persona anziana che vive sola, secondo me si ravvisa lo stato di necessità per poterla raggiungere, ma teniamo presente che il rischio di una terza ondata è molto concreto”.

Non si possono contare le persone e i nuclei famigliari divisi dal fiume Po tra Cremona e Castelvetro. Tra i tanti ‘transfrontalieri’ originari di Castelvetro ma che lavorano a Cremona, anche Gianni Maldotti, un passato da assessore nella Giunta di Patrizia Barbieri, impiegato all’Agenzia delle Entrate di Cremona. “Mia madre vive sola, ha quasi 90 anni, anche durante il primo lockdown sono riuscito a venirla a trovare con la mia autocertificazione e la dichiarazione del Comune sulla sua condizione di anziana sola. Devo dire che ogni volta che sono stato fermato dalle forze dell’ordine, queste hanno sempre compreso lo stato di necessità, tutte senza distinzioni. Certo, non bisogna approfittarsene ma utilizzare questa deroga ai divieti di spostamento con buonsenso”.

E a Natale? “Mi trasferirò a Castelvetro prima del 24 e resterò ‘blindato’; a tavola non supereremo il numero di quattro. Credo che sia essenziale tenere impegnati i  grandi anziani, sono evidenti i  danni che una solitudine forzata comporta, a livello psicologico soprattutto, con prevedibili ripercussioni  sul piano fisico che vanno poi ad incidere sul sistema sanitario.  Anche se non ha particolari problemi, un anziano solo magari salta qualche pasto, oppure non si cura di fare piccoli lavori in casa o di lavarsi. La presenza di un famigliare che ogni tanto va a controllare è essenziale”. Detto ciò, il rigore è ancora importante: “Non siamo arrivati a un punto di svolta su Covid, i dati incoraggianti non devono fare abbassare la guardia. Credo che queste norme estremamente severe siano fatte per una popolazione che non si dimostra matura per l’obbedienza civile. Alzare l’asticella e a volte creare un minimo di allarme ha senso perché le persone abbiano più prudenza. Non ci sarà il vaccino per tutti subito, se vogliamo evitare il collasso dell’economia, dobbiamo innanzitutto salvaguardare  la salute”.

Giuliana Biagi

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