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Quel gps installato nell'auto
dei ladri fu l'asso nella manica
che incastrò la gang dei Rolex

Il 19 aprile del 2016, Franca, un’anziana cremonese, era stata vittima di un furto con strappo: qualcuno, con la ‘tecnica del finto abbraccio’, le aveva rubato l’orologio che portava al polso. In quel periodo erano stati messi a segno numerosi colpi fotocopia e la polizia stava investigando. Il 21 giugno del 2016 la svolta: gli agenti della Questura avevano fermato in viale Po una Seat Leon nera con targa spagnola. L’auto era già stata vista nei luoghi dove erano stati messi a segno i precedenti furti. A bordo c’erano un uomo e due donne: i fratelli rom Estera, Nicolae e Manuela Paun, componenti di una banda dedita ai furti di Rolex e collane di valore responsabile di qualcosa come 200 colpi in tutta Italia, di cui una decina a Cremona. Oggi l’uomo del gruppo è a processo per il furto ai danni dell’anziana, nel frattempo deceduta, mentre tutti tre erano stati processati il 22 giugno per il tentato furto di un orologio ai danni di un 50enne cremonese. Dopo la convalida dell’arresto avevano patteggiato un anno e quattro mesi ciascuno, dopodichè il giudice li aveva rimessi in libertà, essendo anche incensurati. Durante l’udienza, la polizia, che già li sospettava per altri furti, aveva installato a bordo della Seat Leon un gps. I successivi movimenti dei tre avevano condotto gli investigatori in un Bed and breakfast a Verona e poi in Spagna. Nella disponibilità della banda, come ha ricordato oggi l’ex sostituto commissario Gianbattista Bellomi, “tantissimi veicoli con targhe spagnole e tedesche utilizzati per i furti”. Un anno dopo la polizia era riuscita a sgominare l’intera organizzazione: sei le ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di cinque donne e un uomo. Anche Franca, l’anziana che aveva subito il furto in aprile, aveva riconosciuto in foto sia i componenti della banda che la Seat Leon nera con targa spagnola. Per questo episodio, la sentenza sarà pronunciata il prossimo 30 marzo.

Sara Pizzorni

L’auto utilizzata dai malviventi

 

 

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