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L'omicidio di Gloria: domani
l'esito della perizia psichiatrica
sul papà e la sentenza

E’ prevista per domani la sentenza dei giudici della Corte d’Assise di Cremona nei confronti di Kouao Jacob Danho, 38 anni, l’operaio ivoriano accusato dell’omicidio volontario della figlia Gloria, di soli due anni. Contestata anche l’aggravante della premeditazione. L’uomo, che è rinchiuso nel carcere di Pavia, è assistito dagli avvocati Giuseppe Bodini e Michele Tolomini, mentre la mamma di Gloria Audrey Isabelle si è invece costituita parte civile attraverso l’avvocato Elena Pisati. Il processo è presieduto dal presidente del tribunale Anna di Martino affiancata dal collega togato Francesco Beraglia e da sei giudici popolari, tre uomini e tre donne. Prima della chiusura delle parti e della lettura della sentenza, saranno sentiti i due neuropsichiatri Giacomo Filippini, da Brescia, e Sergio Mantero, da Milano, a cui la Corte aveva a suo tempo affidato l’incarico per redigere una perizia psichiatica su Danho per due ricoveri a cui era stato sottoposto a causa di una forma depressiva e di ansia.

L’omicidio si era consumato il 22 giugno del 2019 nell’appartamento di via Massarotti dove l’ivoriano, operaio alla Magic Pack di Gadesco, si era trasferito dal primo giugno del 2019, mentre l’ex compagna e la figlia erano ospiti di una casa protetta. Nella sua casa, Danho aveva accoltellato la figlia due volte, una al fegato e una ai polmoni. La piccola si sarebbe potuta salvare, se suo padre avesse chiamato subito i soccorsi. Il 38enne aveva confessato il delitto tempo dopo i fatti, mentre in un primo tempo aveva puntato il dito contro un fantomatico rapinatore. Le tracce ematiche e le impronte trovate sul coltello, però, riportavano esclusivamente al papà e alla figlia.

Il movente, secondo l’accusa, è quello della ritorsione: Jacob ha ucciso Gloria per vendicarsi dell’ex compagna che non ne voleva più sapere di tonare con lui, infrangendo tutti i suoi sogni di poter tornare a ricostruire la sua famiglia.

Sara Pizzorni

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