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Sfratto al Gattile, Ventura:
"Cosa vuole fare il Comune?"

Tiene banco la vicenda della maxi colonia felina di via Bissolati, che la scorsa settimana ha ricevuto un’ingiunzione di sfratto: un episodio che ha suscitato indignazione e rabbia tra la cittadinanza, ma anche nel mondo politico. A intervenire ora è Marcello Ventura, consigliere comunale di Fratelli d’Italia.

Qualche tempo fa la colonia felina che stazionava con la propria casetta in Largo Marinai d’Italia è stata letteralmente spazzata via dall’Impresa che effettuava i lavori di sistemazione della sponda del fiume Po” scrive Ventura. “Questo senza il minimo interessamento ed intervento del Sindaco e dell’Assessore che hanno dimostrato l’enorme sensibilità che li contraddistingue. Ora si sta dimostrando anche riguardo la colonia felina di via Bissolati.

Cosa sta succedendo: il “gattile” e la società che lo gestisce, hanno ricevuto lo sfratto da Fondazione Stauffer. Premesso che la lettera di sfratto andava indirizzata al Sindaco come responsabile ed alla amministrazione e non all’APAC, mi chiedo quali siano le intenzioni ora dell’amministrazione. L’Apac sena una sede è terribilmente in difficoltà e credo vada aiutata a trovarne una per quanto fatto fino ad adesso.

Anche perché si sa da tantissimo tempo che su quell’area sono programmati lavori.
Ora i volontari ed il Comune hanno 7 giorni per sgomberare senza aver fatto niente in questi mesi passati.

Questa è la lungimiranza e la programmazione dell’Assessore, come del Sindaco che ha lo specifico compito di provvedere al mantenimento degli animali randagi. Infatti ogni Comune dovrebbe avere una convenzione con un gattile. Responsabilità totalmente disattesa.

Cambiare destinazione ai gatti in 7 giorni è praticamente impossibile e questo episodio denota ancora una volta, se ne fosse bisogno, il non governo dell’amministrazione.
Ma la cosa che fa venire i brividi sono le parole dell’Assessore: “ stiamo cercando di capire come fare ad accelerare i procedimenti tecnici e di conseguenza anche le tempistiche”. Tradotto: non so come fare non avendo pianificato niente.
Ci troviamo di fronte ad uno scarica barile tra comune e Fondazione Stauffer, ma la responsabilità delle colonie è del Sindaco.

Ecco quindi la genialata: sistemare il “ gattile “ in via Brescia sotto un viadotto vicino alla tangenziale. Questa è un’altra dimostrazione di pochezza di logica e sensibilità.
Per una serie di motivi:
– La posizione è scomodissima per i volontari che si recano ad accudire i gatti giornalmente magari in bicicletta.
– I soldi stanziati ( euro 40.000,00 ) servono solo per la recinzione che può essere oggetto di vandalismi continui piuttosto che di eventi atmosferici che possono danneggiarla. Mancherebbe comunque la parte relativa al ricovero.
– La tangenziale vicino costituisce un molteplice problema per i gatti: il rumore non garantisce il benessere animale, la pericolosità e la possibilità di fuga verso tangenziale e via Brescia fa presagire una strage di gatti stessi.
– L’Ats non mi risulta abbia già dato il suo benestare. Ma l’avranno chiesto? Dubito fortemente.

Ricordo, come detto prima, che secondo gli artt. 22-23 del regolamento comunale per il benessere animale il Comune sostiene le colonie, ergo la responsabilità è del Sindaco sia per la gestione che per la protezione.
In ogni caso tutti i regolamenti prevedono esplicitamente il divieto a chiunque di rimuovere il gatto dal suo habitat naturale se non per la sterilizzazione e per motivi sanitari.
Pertanto chiunque asporta animali o rimuove colonie commette il reato di furto aggravato nonché di maltrattamento ai sensi dell’ art. 544-ter del c.p.
Ne deriva che le colonie feline pertanto sono tutelate in qualunque luogo urbano e non, edificato e non, anche privato.

In Lombardia vige un regolamento regionale che all’art. 11 sancisce come le colonie feline presenti sul territorio debbano essere opportunamente registrate in anagrafe e localizzate in corrispondenza del punto principale di offerta del cibo, definito come punto di alimentazione o in corrispondenza del punto in cui stazionano abitualmente i gatti, al fine di permettere agli stessi di aggregarsi ed essere sottoposti alle cure di cui necessitano.
Tutto ciò non si è verificato con la colonia di Largo Marinai d’Italia, come dicevo prima spazzata via in un attimo senza che Sindaco ed Assessore intervenissero, rischiando denunce.

Ora sicuramente sorveglierò quello che succederà per capire il nuovo livello di sensibilità e mi comporterò assolutamente nel modo più opportuno.
Ma un altro sito, più furbo, più comodo, logico e sicuro a Cremona c’è: il canile che è o verrà dismesso. Bisogna capire facendo due conti se costa meno adeguandolo facendo poi gara di affidamento e parlando con gli zoofili che hanno disponibilità e sono già sul posto

La soluzione e la situazione se si vuole la si trova, ma se non si vuole e soprattutto non si pianificano le cose nei tempi opportuni perché non ci si adopera ( meno si fa e meno si sbaglia è il loro motto ), ci si trova in queste condizioni a rischio anche di denunce.
Mi chiedo anche cosa ne pensa la Dottoressa Mori, che ha ricevuto un incarico professionale retribuito ( stavolta giustamente ) dal Comune di Cremona come ambulatorio veterinario quale Garante per il Benessere degli Animali.

Comune di Cremona che assicurerà la presenza di un soggetto terzo che garantisca il rispetto delle modalità di gestione a tutela del benessere degli anomali ospiti presso la struttura, designato dal Sindaco in funzione di competenze adeguate; così recita parte della delibera di incarico.

Appunto per questo mi piacerebbe leggere un intervento della Dottoressa in merito.
Incarico dato con varie motivazioni fra cui una specifica al punto 3 della delibera che recita: “il benessere animale, in particolare quello degli animali da affezione quali cani, gatti, è oggetto di rinnovata attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale”.
Mi sembra che questa motivazione poteva essere risparmiata nella delibera visto il comportamento di Sindaco ed Assessore. Vediamo cosa succederà sperando nei tempi brevi”.

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