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Lgh-A2A, Nolli: "Astenersi non serve,
noi M5S sempre votato contro"

La vecchia sede di Aem, ora dismessa in viale Trento e Trieste

Come era prevedibile, si moltiplicano gli attacchi dall’opposizione sulla fusione Lgh A2A. Dopo le richieste di chiarimenti da parte del capogruppo della Lega Alessandro Zagni nell’interrogazione che verrà discussa nel consiglio comunale del 9 dicembre, sono i 5Stelle con Luca Nolli a rivendicare il primato della contestazione di quella che viene definita una cessione di quote e non una fusione. Una censura che a Cremona non si è mai tradotta – da parte di nessuna forza  politica – in un ricorso al Tar contro l’atto di indirizzo del Consiglio comunale, come invece avvenuto a Seregno per una questione analoga e che si è concluso con una sentenza del Consiglio di Stato che ha ribadito la necessità di una gara per vendere quote di una società pubblica.

L’esponente pentastellato rivendica che i “noi 5 stelle siamo da stati sempre contro la  cessione di LGH ad A2A” e di avere “promosso pochi giorni fa il ricorso alla Corte dei Conti, dopo quello all’ANAC del 2016 che nel 2018 ha definito illegittimo il procedimento”.
“Cessione (e smettiamola di chiamarla fusione) – continua Nolli –  che ha indebolito e impoverito i cittadini cremonesi consegnando a terzi la gestione energetica cittadina che è un asset strategico per lo sviluppo della città.
Cessione che, per scelta politica, è avvenuta senza una gara pubblica precludendo ogni possibile offerta concorrenziale e rilanci sull’offerta d’acquisto”.
“Non mi sono piaciuti gli attacchi  di chi, in Consiglio Comunale e nel consiglio di amministrazione di AEM, come da loro dichiarazioni, si è limitato all’astensione. Voto che, in genere, viene interpretato come un ‘restiamo a vedere cosa succede’. Siamo contro a questa cessione, lo siamo sempre stati e abbiamo sempre e convintamente votato contro. Adesso che le indagini stanno proseguendo, siamo noi a restare a guardare quello che succederà”.

“Siamo convinti – conclude Nolli – che le indagini portino a dei risultati che, quasi certamente, non annulleranno quanto già successo ma che speriamo servano da monito a chi, con troppa leggerezza, amministra i beni pubblici facendo scelte calate politicamente dall’alto ignorando gli interessi di quei cittadini che li hanno votati e a cui dovrebbero rendere conto. Mi auguro che questa vicenda venga ricordata anche alle prossime elezioni. Non basta lamentarsi di chi ci amministra se poi continuiamo a votarli.
Se vogliamo che le cose cambino dobbiamo cambiare anche noi, mettendoci in gioco per cambiarle e scegliendo con testa, cuore e coscienza chi vogliamo ci rappresenti”. gbiagi

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