Cronaca
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Viaggio pagato 2 volte. Udienza
anticipata, ma i testi non ci sono

Processo per appropriazione indebita alla
ex titolare dell’agenzia ‘Le Sartoriali del Viaggio’
Pendono trattative per il risarcimento

L’ex titolare dell’agenzia di corso Mazzini ‘Le Sartoriali del Viaggio’, Monica Guasti, è di nuovo sul banco degli imputati con l’accusa di appropriazione indebita. Per la procura, nel 2017 si sarebbe appropriata della somma di 16.221,89 euro consegnata da Roberto, un cliente, per la prenotazione di un pacchetto viaggio in Papua Nuova Guinea.

Il processo avrebbe dovuto aprirsi nel 2023, ma il legale della parte civile aveva chiesto la possibilità di anticiparlo, in quanto vicino alla prescrizione. Il giudice lo aveva quindi messo in agenda per oggi con l’esame dei primi testimoni. Questa mattina, però, non si è presentato nessuno. Errore della procura, che non si è accorta della comunicazione dell’anticipata udienza e che quindi non ha citato i testimoni. In ogni caso, molto probabilmente, non ci sarà bisogno di sentirli, in quanto, come ha annunciato il legale della difesa, pendono trattative tra le parti per arrivare ad un accordo risarcitorio. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 6 luglio, sospendendo i termini della prescrizione. Se non si arriverà ad una soluzione amichevole, molto probabilmente il processo sarà celebrato con il rito abbreviato, che si baserà solo sugli atti.

Nell’aprile dell’anno scorso la Guasti, finita nei guai con l’accusa di essersi appropriata del denaro dei clienti, era stata condannata ad otto mesi, pena sospesa, per aver falsificato una cambiale, e assolta dal reato di appropriazione indebita riguardante 4.824 euro consegnati a titolo di rimborso per una mancata effettuazione di un viaggio in Cile, Polinesia francese e Giappone e mai consegnati al cliente.

Ora è di nuovo a processo per il viaggio in Papua Nuova Guinea. Per lo stesso reato in concorso, Fabrizia Busatti, collega della Guasti, è già stata condannata ad un anno e 500 euro, con la pena sospesa condizionata al risarcimento di 18.000 euro.

Quello di Roberto era stato il viaggio più costoso. Una volta arrivato in Papua Nuova Guinea, il tour operator gli aveva comunicato con sua grande sorpresa che il viaggio non risultava pagato. Al cliente era toccato mettere mano al portafoglio e pagare una seconda volta. Nel frattempo Roberto è deceduto. A costituirsi parte civile è stata la moglie e i due figli.

L’agenzia viaggi della Guasti era stata inaugurata in pompa magna il 14 gennaio del 2017. Nel maggio del 2018, la chiusura: la società era morosa per parecchie mensilità: circa 70.000 euro. E in più c’erano querele, dipendenti e creditori non pagati. L’imputata era stata accusata di essersi appropriata del denaro dei clienti per saldare i fornitori con i quali era indebitata anzichè pagare i tour operator. Alla fine i clienti erano stati risarciti e di conseguenza le querele erano state ritirate.

Sara Pizzorni

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