Cronaca
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Controllo senza motivo come favore
al collega. Vigili "sceriffi" a processo

E’ iniziato oggi con il primo testimone del pm Vitina Pinto il processo contro i quattro agenti della polizia locale sospesi dal Comune (fino al termine del giudizio di primo grado) e accusati di abuso d’ufficio e falso ideologico. Gli imputati sono Angelo Sorvillo, 34 anni, napoletano, il romagnolo Marco Matteucci, 34 anni, Paolo Villa, 49 anni, di Cremona, e Giacomo Matteo Trimarchi, 36 anni, lodigiano. Gli episodi contestati sarebbero stati commessi tra ottobre e novembre del 2020. Il solo Sorvillo era già stato sospeso per sei mesi per decisione del gip Pierpaolo Beluzzi.

Oggi il sottotenente Nicola Caroppi, attualmente comandante della sezione operativa dei carabinieri di Piacenza e all’epoca dei fatti alla sezione di polizia giudiziaria della procura di Cremona, ha illustrato le indagini relative all’esposto presentato da Luigi, vicino di casa di Paolo Villa, quest’ultimo coimputato con i colleghi Sorvillo e Trimarchi per questo episodio accaduto il 13 ottobre del 2020. Per l’accusa, Villa, in pessimi rapporti con il suo vicino di casa, avrebbe chiesto un favore personale a Sorvillo, che durante il servizio, insieme al collega Trimarchi, si era presentato a casa di Luigi in piazza Roma con la scusa di un accertamento amministrativo “senza che ve ne fosse motivo alcuno”.

Una volta all’interno dell’abitazione, Sorvillo, alla richiesta di spiegazioni di Luigi, aveva gettato a terra i documenti di identità richiesti al residente, che, insospettito dal quel comportamento insolito, aveva filmato l’accaduto. L’agente, inoltre, aveva portato via dal portaombrelli un mattarello da cucina, omettendo di verbalizzare sia il sequestro che l’attività svolta. Prima di andarsene, aveva anche multato l’auto di Luigi per intralcio ai pedoni. “L’unica infrazione su quel tratto di strada registrata nel 2020”, ha sottolineato il sottotenente Caroppi. La multa era stata poi regolarmente pagata.

Nel processo sono contestati altri due episodi: il caso delle multe “a tradimento” e quello di una donna che sarebbe stata ammanettata illegalmente.

Si torna in aula con altri testimoni il prossimo 4 ottobre.

Sara Pizzorni

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