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"Storie piccole di calcio": ecco il
nuovo libro di Francesco Nuzzo

“Cancello Arnone, Storie piccole di calcio e altro” è il titolo del nuovo libro dell’ex magistrato Francesco Nuzzo, studioso, storico, archivista di Stato e autore di numerose pubblicazioni. “Un romanzo per immagini”, come lo ha definito l’autore, “che non dispiacerà nemmeno alle persone poco interessate di calcio”.

Storie piccole di calcio nel comune della provincia di Caserta “che hanno segnato la vita della nostra comunità entro la quale il gioco del pallone ha rappresentato un fenomeno di costume, quando si intrecciò con il bisogno di dimenticare le ferite mortali del bombardamento alleato del 9 settembre 1943. Mentre il passare del tempo alleviava gradualmente il dolore individuale, tante persone riversarono le speranze di rinascita anche nella pratica calcistica”. E Nuzzo, scrivendo queste storie piccole, ha avuto la gioia di avere tratto dall’oblio azioni e soprattutto persone della sua terra, molte delle quali scomparse, le cui figure rivivono nella scrittura. “Questo ricordo deriva da una pulsazione del cuore, dove gli antichi ritenevano appunto che fosse la sede della memoria”.

La presentazione del libro, stampato a Cremona dalla tipografia Igep, è curata dal giornalista sportivo Giorgio Barbieri: “il libro che vi apprestate a leggere”, scrive Barbieri, “è un atto d’amore straordinario verso un popolo che ha trovato nel calcio motivo di riscatto e voglia di stare insieme. L’autore racconta la storia di una squadra che non ha mai varcato il confine del dilettantismo nata tra la fine degli anni Venti e gli inizi del Trenta del secolo scorso. Nuzzo racconta la storia di una squadra di calcio utilizzando notizie documentarie, fotografie d’epoca, ricordi e curiosità”.

Nel libro, il narratore immagina i protagonisti impegnati nelle loro attività, ai bordi del campo o in calzoncini e maglietta sul terreno di gioco. Lo stesso Nuzzo, soprannominato ‘Ciccio ‘o purtiere’, ha militato nel Cancello Arnone proprio nel ruolo di portiere, diventando così uno dei protagonisti di un pezzo di storia cittadina.

Tra i vari aneddoti, l’autore racconta l’euforia che si respirò in paese per la partita tra Napoli e Juventus che si disputò nell’aprile del ’58 e che fu vinta dal Napoli per 4 a 3. Ecco come andò: al centro di Arnone si incontrarono Nuzzo e Ninuccio Viola, ‘pal’e fierro’, felici per la vittoria del Napoli, che andarono da Gaetano Ianuario ‘o scopachiazza per chiedergli il ciuccio, l’asino che utilizzava per tirare il carro di raccolta dei rifiuti. “Alla mia petizione”, si legge nel libro, “il proprietario rimase sorpreso, e spiegai che volevamo festeggiare la vittoria del Napoli. Gentile per sua natura e disponibile, mi consegnò il docile animale. Già all’uscire dalla stalla le persone del Funnale strabuzzarono gli occhi nel vedere l’insolita compagnia e al nostro passaggio applaudirono. Salimmo a passi lenti il primo tratto del ponte sul Volturno, allora non percorso da molte macchine, che si fermarono tuttavia. Il corteo mano a mano si infoltiva e arrivammo a Cancello tra i battimani dei passanti, molti dei quali intuirono il perché di quella processione. Una folla di ragazzi, avendo saputo del nostro arrivo, ci accolse alla fine della discesa, e tanta gente, dandosi la voce, venne fuori dalle abitazioni. A percorrere circa trecento metri, impiegammo mezzora tra fermate e balletti dei tifosi eccitati. Nella piazza antistante la chiesa madre e la vicina cappella, la massa di curiosi, giunti da ogni angolo del paese, fece ala al passaggio del paziente asinello. Vicino alla casa di Gegè Stolfo, su un tavolino recuperato da qualcuno dei presenti, improvvisai una specie di discorso applaudito dai sostenitori napoletani e accolto in silenzio da quelli della vecchia signora piemontese…”

Come scrive Giorgio Barbieri, “ne ha fatta di strada”, quel portiere: Dalle rive del Volturno a quelle del Po, la carriera di magistrato lo ha portato a Cremona, dove vive ancora e dove ha scoperto un affetto per la Cremonese. Nuzzo, negli anni della Serie A, è stato uno dei principali consiglieri del presidente Domenico Luzzara. Ed è a Cremona che ha rivisto il suo Napoli, quello che nel libro ricorda come l’amore della sua gioventù. Ma non ha mai dimenticato le sue origini, la squadra della sua terra. “Un libro”, conclude la presentazione, “scritto con l’amore di un figlio e con la passione di un innamorato”.

Sara Pizzorni

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