Cronaca

Morte Schizzi: non è omicidio. Per
Poli, il pm chiede l'archiviazione

Il giallo di via Corsica a Casalmaggiore: "Nessuna
responsabilità per il compagno della vittima, deceduta
per cause naturali"

“Scompenso cardio polmonare insorto acutamente con edema polmonare terminale e polmonite”. Queste le conclusioni a cui sono giunti i medici legali nominati dalla procura Elena Invernizzi e Cristiana Stramesi per stabilire le cause del decesso di Francesca Schizzi, la 40enne dipendente dell’Asst di Cremona originaria di Piadena Drizzona trovata morta nella notte tra mercoledì 22 e giovedì 23 giugno dell’anno scorso nella sua abitazione di via Corsica a Casalmaggiore.

Dunque, per i periti dell’accusa, la Schizzi sarebbe morta per cause naturali. Sulla base di tutti gli accertamenti svolti durante le indagini, il pm titolare dell’inchiesta Davide Rocco ha chiesto l’archiviazione per la posizione del compagno della vittima, Massimo Poli, 53 anni, iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di accusa di omicidio. Un atto dovuto. A suo tempo, nè l’indagato, nè i familiari della Schizzi avevano deciso di nominare i propri consulenti per affiancare nell’autopsia gli esperti della procura.

La donna, priva di vita, era stata trovata dal compagno tra l’1,30 e le 2 del 23 giugno del 2022 sul letto, dalla parte dove dormiva lui. Quella sera la coppia era uscita insieme per mangiare un gelato, poi era rientrata in casa, ma Poli era uscito ancora, questa volta da solo. Aveva preso l’auto ed era andato a Parma a giocare a carte. Usciva spesso da solo, era una cosa che faceva abitualmente. Al suo ritorno, aveva trovato la compagna ormai senza vita dalla parte opposta del letto. A quel punto, disperato, era entrato in panico: voleva telefonare ai carabinieri, ma era così agitato che aveva preferito andare di persona in caserma. Agli inquirenti, l’uomo, che prende la pensione di invalidità dopo un incidente, aveva spiegato i suoi movimenti di quella sera e i carabinieri, dopo aver effettuato le opportune verifiche, non avevano ritenuto di doverlo trattenere.

“Io non ho fatto niente”, aveva sempre sostenuto Poli. “Facciano tutto quello che devono fare”.

Prova decisiva per capire cosa è successo a Francesca Schizzi era proprio l’autopsia: la donna, quindi, in seguito al malore che l’aveva colpita, sarebbe caduta a terra, sbattendo la testa e procurandosi un trauma cranico, ma avrebbe avuto la forza di rialzarsi e di mettersi sul letto, dove poi il compagno l’aveva trovata morta.

Ora si attende la fissazione dell’udienza da parte del gip che dovrà decidere se accogliere la richiesta di archiviazione avanzata dal pm, oppure se disporre ulteriori accertamenti.

Sara Pizzorni

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