Passerella di Crotta, l'assessore Terzi: "Collaborare con la procura per capire le cause"
Incontro tra l'assessore regionale e gli enti coinvolti. Due le opzioni: rimuovere quel che resta o aggiustare la parte collassata. Il ponte stradale non ha subito danni
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Due le opzioni al vaglio: rimuovere quel che resta o aggiustare la parte collassata.
Questo quanto si apprende al termine di una riunione d’emergenza tra gli enti interessati e l’assessore regionale alle infrastrutture e opere pubbliche Claudia Maria Terzi.
Protagonista la passerella ciclopedonale agganciata strada provinciale 196, che collega Crotta d’Adda al comune di Maccastorna.
Dopo il crollo sulla riva lodigiana dello scorso venerdì, la struttura – non ancora collaudata e chiusa al pubblico – nelle prime ore di oggi è collassata anche nella parte cremonese.
Presente all’incontro il presidente della provincia di Cremona Roberto Mariani e il responsabile di settore Giulio Biroli, i dirigenti di AIPO – a cui era affidato il finanziamento per la realizzazione dell’opera – e il Presidente della provincia di Lodi (nonché Sindaco di Maccastorna) Fabrizio Santantonio.
“Stiamo monitorando con grande attenzione quello che è successo – spiega l’assessore Terzi -. Siamo ovviamente preoccupati di verificare le cause del cedimento e soprattutto di capire poi, unitamente alla procura, come gestire la messa in sicurezza e l’intervento successivo sulla passerella. Struttura che è stata finanziata con i fondi di Regione Lombardia, per quattro milioni di euro, che fa parte di un grande progetto che è quello della ciclovia Vento e che per noi è ancora un’infrastruttura molto importante”.
“Abbiamo due obiettivi – prosegue l’assessore -. Prima di tutto che si collabori con la procura, per fare in modo che si possa intervenire quanto prima nel mettere in sicurezza e nel gestire ciò che rimane della passerella e si possa poi realizzare. E poi, naturalmente, capire le cause e imputare le responsabilità muovendosi di conseguenza”.
“Sono già state fatte alcune ipotesi – aggiunge Fabrizio Santantonio, presidente della Provincia di Lodi e sindaco di Maccastorna (e per questo direttamente coinvolto nella vicenda) – che devono trovare però riconoscimento da quelli che sono i tecnici che verranno messi a disposizione sia dall’Aipo, come titolare dell’iniziativa, sia dall’azienda che certamente vorrà appurare cosa è successo, sia dalla procura che nel frattempo ha aperto un fascicolo per accertamento”.
“L’ipotesi che sta prendendo forma – afferma poi il presidente – e che deve essere validata da un punto di vista ingegneristico, è quella di andare a smontare complessivamente la passerella, per evitare ulteriori crolli. Su questo speriamo di avere in poco tempo delle valutazioni oggettive che ci dicano i modi con cui procedere; questo perché nel frattempo la passerella ha raddoppiato il proprio peso, dato che il tracciato è stato cementato alcuni giorni fa”.
“Bisogna quindi capire come lavorare: se si può intervenire dal ponte, se si deve lavorare da una chiatta, da una riva; stiamo aspettando che ci diano una soluzione. Da lì, si faranno le necessarie verifiche per cercare di appurare la verità e ripristinare l’opera al più presto”.
Un secondo incontro, a breve distanza dal primo, è stato invece fatto con la ditta appaltatrice e il direttore lavori.
Per quanto riguarda la strada provinciale, gli enti fanno sapere che l’infrastruttura non ha subito danni e il transito è ancora possibile.
“Il ponte stradale non è stato, così ci dicono i tecnici, in alcun modo danneggiato – conferma l’assessore Terzi -: bisogna tenere in considerazione che, con l’obiettivo della realizzazione di questa passerella, era stato rinforzato e anche il cedimento della passerella non ha in alcun modo intaccato le sue capacità e caratteristiche”.
L’area della passerella è invece posta sotto sequestro penale. Le indagini sono ancora in corso, affidate alla procura di Lodi, anche se non si esclude una verifica di giurisdizione con quella di Cremona.
Nel frattempo, prosegue lo stop alla navigazione sull’Adda fino al suo sbocco in Po; per evitare inconvenienti, nel pomeriggio alcuni volontari della protezione civile e i vigili del fuoco hanno posizionato delle boe rosse, dall’una e dall’altra parte del fiume.
Certo è che i tempi si prospettano lunghi, con problemi pratici anche per i comuni coinvolti.
“Noi speravamo che il passaggio della ciclovia Vento – ci spiega il vicesindaco di Crotta d’Adda Mario Rizzi – potesse portare qualcosa di buono nel nostro piccolo borgo; ora invece con un evento così catastrofico, per fortuna senza vittime o feriti, il danno di immagine c’è. Adesso c’è da aspettare conclusioni e perizie; sentiremo cosa diranno gli enti superiori, perché noi come comune non possiamo fare niente, non abbiamo nulla a parte una piccola area sottostante, che è stata usata come cantiere. Siamo solo spettatori, purtroppo”.
Ad ogni modo, si vedrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane; alla base delle richieste collettive, rapidità e verità per capire le ragioni di quanto accaduto.
“Ad Aipo in modo particolare – conclude Santantonio – si chiede tempismo nell’intervento, risposte certe e pronte per cercare di recuperare una situazione che non solo ha dell’increscioso, ma pone anche dei profondi dubbi rispetto ai lavori che sono stati svolti”.