Baby gang, l'aggressione in piazza. L'imputato: "Ho solo cercato di calmare gli animi"
A processo due tunisini che avrebbero fatto parte del gruppo che si era reso responsabile di vari episodi di violenza. La difesa di uno degli ragazzi sotto accusa
Leggi anche:
Si sarebbero resi protagonisti di una guerriglia urbana, due giovanissimi tunisini di 20 e 22 anni componenti di una baby gang che tra l’ottobre e il novembre del 2024 aveva messo in atto una vera e propria escalation di violenze in città, compiendo una serie di reati che avevano creato paura e allarme tra i cremonesi.
Grazie ad un’operazione interforze, tra la fine di novembre e il mese di dicembre gli autori delle scorribande erano stati individuati nella sede di una società cooperativa di via Giordano: una decina, i ragazzini nordafricani, minorenni e maggiorenni, che avevano imperversato tra il centro storico, le zone delle stazioni ferroviarie e dei pullman, i giardini di piazza Roma e vicino ad alcune aree commerciali.
In particolare, i due tunisini che stanno affrontando il processo ordinario davanti al collegio dei giudici devono rispondere di sette capi di imputazione. Tra questi, anche l’aggressione ad un uomo che la sera del 14 ottobre del 2024 in piazza Roma era stato colpito alla testa con una bottigliata.

Tentata rapina e lesioni, per la procura. Oggi in aula uno degli imputati, Rayen, oggi ventenne, si è difeso, sostenendo di aver sempre raccontato la verità e di non aver avuto niente a che fare con quell’episodio. Il ragazzo ha detto di aver solo difeso il fratello, all’epoca 14enne. “Quella sera”, ha ricordato, “da piazza Marconi mi stavo dirigendo in piazza Roma. Mi ero sentito con mio fratello più piccolo e lo stavo raggiungendo. Quando sono arrivato era in corso una lite con un adulto.
Ho cercato di calmare gli animi, dicendo a quell’uomo che mi dispiaceva, di lasciarli perdere, che erano dei bambini, ma poi ho visto che un altro ragazzo, un minorenne, stava cercando di prendere il telefonino dalla tasca di quel signore, che ha cominciato a gridare aiuto dicendo che avrebbe chiamato i carabinieri. A quel punto me ne sono andato. Ho lasciato lì mio fratello perchè non ha voluto venire via con me“.

Rayen, insieme all’altro imputato, il tunisino di 22 anni, è anche accusato di aver gettato in direzione dei giardini delle bottiglie di vetro prelevate dai cassonetti. Un episodio accaduto nella notte tra il 22 e il 23 ottobre del 2024. “Non ho mai fatto nulla del genere“, ha giurato il ventenne.
Il ragazzo ha anche sostenuto di non essere stato nemmeno presente, nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre del 2024, all’interno del parcheggio della Coop di via del Sale, dove un giovane era stato malmenato e contro la sua auto era stato lanciato un sasso. Per quel fatto sono contestate le accuse di lesioni e danneggiamento.
Infine, per il furto di una carta carburante, di una pochette contenente un coltellino svizzero, di un lucchetto e di 20 euro sottratti il 23 ottobre del 2024 da un’auto in sosta, una Porsche, c’è stata una remissione tacita di querela. La proprietaria dell’auto non si è presentata a testimoniare, facendo così cadere l’accusa.
Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Cristina Pugnoli e Michela Tomasoni. Il 15 settembre sarà pronunciata la sentenza.