Politica

Caso Padania Acque: gli 8 dissidenti di FDI che non hanno appoggiato la scelta di Romagnoli

Veleni all'interno dei meloniani cremonesi dopo la nomina del collegio sindacale di Padania Acque. Burrascosa riunione del coordinamento provinciale del 15 maggio, dove era presente però solo la metà dei membri

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Otto componenti sugli 11 presenti alla riunione del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia lo scorso 15 maggio non erano d’accordo sulle modalità della scelta di Matteo Romagnoli come candidato alla presidenza del collegio sindacale di Padania Acque. Una riunione, quella che si è tenuta nella sede di viale Po, che ha visto la partecipazione di circa la metà dei componenti il coordinamento e alla presenza anche del senatore Renato Ancorotti che in quella sede aveva ribadito le critiche già esposte pubblicamente alla linea del presidente Marcello Ventura.

All’ordine del giorno, la candidatura del professionista indicato da Fratelli d’Italia per rinnovare l’organo tecnico della società di via del Macello, ma sostenuto anche dai sindaci “civici”, non iscritti a partiti di centrodestra, e da quelli del Partito Democatico, avvallati dalla segreteria provinciale del Pd, dopo che era fallito il tentativo di una lista unitaria.

Ad esprimere il dissenso sulle modalità con cui è stato scelto il nome di Romagnoli, senza preventiva condivisione interna, sono stati oltre ad Ancorotti, Marco Micolo, Vincenzo Milanesi, Attilio Zabert, Giovanni De Grazia, Pino Vitali, Francesca Gazzina e Federico Oneta.

Questa sera è in programma la riunione del coordinamento cittadino del partito, che discuterà sempre dello stesso argomento,  presieduto da Andrea Poggi.

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