Politica

Padania, la Lega: “In Fratelli d’Italia frattura certificata dai suoi organismi interni”

Continua il dibattito nel centrodestra dopo il voto per il collegio sindacale di Padania Acque. Prossimo terreno di scontro: il rinnovo del Cda

Riccardo VItari, Lega
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Il voto di ieri di Padania Acque continua a far discutere. A replicare a Marcello Ventura è adesso l’esponente della Lega Riccardo Vitari, consigliere regionale.

“La dichiarazione di Ventura successiva al voto contiene un elemento interessante: rivendica il risultato numerico, ma evita accuratamente di affrontare il vero tema politico che questa vicenda ha aperto dentro Fratelli d’Italia e nel centrodestra provinciale”.

“Dire che ‘il territorio ha risposto’ non basta a cancellare ciò che è accaduto. Perché il punto non era e non è il risultato di una votazione, ma il metodo politico utilizzato per raggiungerlo”.

“E soprattutto non si può sostenere che questa operazione abbia compattato il territorio, quando la realtà racconta esattamente il contrario: dentro Fratelli d’Italia si è arrivati addirittura a un documento formale di dissenso sottoscritto dalla larga maggioranza dei dirigenti presenti al coordinamento provinciale, con critiche esplicite alle modalità con cui è stato costruito l’accordo con il Partito Democratico”.

Il documento è quello sottoscritto la scorsa settimana, il 15 maggio, a seguito della riunione del coordinamento provinciale nel quale la linea del Presidente Ventura è stata contestata da  8 membri sugli 11 presenti, tra cui Renato Ancorotti.

“Altro che ‘rumore’ – continua Vitari -. “Qui siamo davanti a una frattura politica reale, evidente e certificata dagli stessi organismi interni di Fratelli d’Italia”.

“Ed è proprio questo il dato più preoccupante: pur di rivendicare spazi e posizionamenti che evidentemente qualcuno ritiene indispensabili per la propria sopravvivenza politica, si è scelto di incrinare rapporti costruiti negli anni con gli alleati naturali del centrodestra e perfino con una parte consistente dello stesso mondo meloniano sul territorio”.

“Da settimane emerge infatti una dinamica ormai chiara: una parte dirigente di FdI sembra vivere una continua sindrome di impotenza politica, compensata dalla necessità di occupare ruoli e costruire forzature tattiche pur di dimostrare un peso che il territorio, spesso, non riconosce nei numeri e nel radicamento amministrativo. Ed è questo il vero motivo dello stallo continuo che si è creato nel centrodestra provinciale”.

“Perché il problema non è Matteo Romagnoli, la cui professionalità nessuno mette in discussione. Il problema è aver trasformato una partita tecnica in una resa dei conti politica, costruita fuori dal perimetro naturale della coalizione”.

“Ancora più significativo è che le prese di distanza non siano arrivate soltanto dagli alleati, ma da dirigenti, amministratori e rappresentanti dello stesso Fratelli d’Italia, che hanno definito ‘politicamente scorretto’ l’accordo con il Partito Democratico e contestato apertamente il metodo decisionale adottato”.

Vitari continua poi definendo Marcello Ventura come “garante politico di un’operazione che appare sempre più eterodiretta da chi non ha realmente a cuore un progetto politico condiviso del centrodestra, ma esclusivamente la gestione degli equilibri interni e l’occupazione di ruoli”.

La questione politica non si chiude quindi con il voto sul collegio sindacale di Padania Acque, il prossimo terreno di sfida sarà la nomina del consiglio di amministrazione della società pubblica dell’idrico, che si terrà alla fine di quest’anno. Un Cda che per diversi mandati e ancora oggi regge su un equilibrio che rifletteva il peso politico dei partiti nei 113 comuni della provincia, un assetto che oggi chiaramente svantaggia Fratelli d’Italia (dalle Politiche del 2022 primo partito anche nel Cremonese).

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