Meo Sacchetti: “Quel gruppo Vanoli era magico, era bello stare insieme”
L’ex coach biancoblù ripercorre gli anni di Cremona dopo aver annunciato l’addio alla panchina: "Mi porto dietro amicizie e ricordi che restano nel tempo"
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Rimarrà per sempre uno dei coach più amati della pallacanestro cremonese perché quelle stagioni, dal 2017 al 2020 segnarono il punto più alto della Vanoli Cremona. Meo Sacchetti ha deciso di fermarsi e dare l’addio alla panchina proprio nel giorno della cessione definitiva della società che ha portato fino al secondo posto in serie A, in semifinale playoff e soprattutto alla vittoria della storica Coppa Italia. Quando ripensa agli anni di Cremona, il primo ricordo non è una partita, la coppa o la semifinale, è l’atmosfera che si respirava sul parquet: “Mi ricordo il bello di quella squadra – racconta -. Andavamo da me e facevamo delle grigliate, andavamo a mangiare con Aldo. Era proprio un gruppo che stava bene assieme tra americani e italiani. Era solo un piacere stare con quei ragazzi lì”.
L’allenatore che ha portato la Vanoli al punto più alto della sua storia si emoziona ripensando ai suoi giocatori di allora: “Quello è stato veramente un gruppo magico – continua Sacchetti -. Sono rimasti dentro dei ricordi e delle cose che ci portiamo avanti ancora oggi, perché con i giocatori ci sentiamo sempre. Si era creata veramente un’amicizia con questi giocatori. Con Travis, con Pippo Ricci, Ruzzier e tutti gli altri. È qualcosa che rimane nel tempo”.
Anche il rapporto con la città è rimasto forte. “Cremona è una città vivibile. Stavo abbastanza in centro e ho apprezzato molto quella parte della città”. Poi il sorriso, con uno degli aneddoti più personali dell’intervista: il legame con il suo storico parrucchiere cremonese Andrea. “Ormai è diventato il mio parrucchiere da quando ero lì. Veniva lui a casa mia quando ero a Varese oppure passavo io da Cremona a tagliarmi i capelli”.
Sacchetti evita polemiche anche parlando della fine della Vanoli. “Dispiace sicuramente perché si è rotto qualcosa. Però a Cremona è rimasta un’altra squadra e qualcosa della pallacanestro resta. Penso che gli amanti del basket continueranno a seguire la pallacanestro”.
Poi il pensiero sulla decisione di chiudere la carriera dopo l’ultima esperienza a Montecatini. “Avevo già pensato di smettere prima, poi è arrivata questa proposta. Ho trovato una realtà importante, una passione incredibile con queste persone toscane molto attaccate alla loro identità. Ho conosciuto persone eccezionali non tanto sotto l’aspetto della pallacanestro giocata, ma dell’ambiente che ho trovato e dei ricordi. Certe volte bisogna tenersi i ricordi importanti delle persone, non solo dei risultati. In tutti i posti ho imparato a tenermi le cose belle e a Cremona sono state molto belle e molto importanti“.