Cronaca

Cremona commossa per Vittorio Principe: un abbraccio collettivo alle “sue” Nico e Carol

I funerali in una Cattedrale piena. Mondo economico, politico, amici, tutti stretti nel dolore della famiglia. L'amore della moglie e della figlia nell'emozionante omelia di don Marco Genzini, cappellano dell'Ospedale Maggiore

Il servizio di CR1
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Il primo pensiero di Vittorio, centro di gravità attorno a cui ruotava la sua esistenza, a maggior ragione nell’ultimo tratto della sua vita, sono sempre state la moglie Nicoletta e la figlia Carolina. Per loro ha lottato, con tenacia e dignità. “La Nico e la Carol”, davanti a tutto. Un Principe. Ci scherzavamo su quel cognome. Perché con Vitto si poteva usare sempre un registro leggero, anche quando lo spartito prevedeva note più gravi.

Come quelle di Cinema Paradiso, che l’hanno accompagnato nell’ultimo viaggio, dalla Cattedrale di Cremona a quella raccolta di ricordi che già lunedì, in camera ardente, “la Nico e la Carol” hanno condiviso con tutti, tra fotografie e abbracci.

Vittorio Principe, assicuratore, ex presidente di Confcommercio, uomo di economia e relazioni, conosciuto da tutte le associazioni di categoria, stimato professionista, si è congedato da questa terra che negli ultimi anni gli ha riservato la battaglia più difficile, quella per la vita, per continuare a chiudere il cerchio magico della sua famiglia che noi, un po’ colleghi di Nicoletta, un po’ amici, ritroviamo tra immagini e istantanee nel meraviglioso disordine della nostra redazione.

Il primo pensiero è anche per noi rivolto a Nicoletta e Carolina, che oggi in Cattedrale hanno salutato il loro Vitto con un abbraccio collettivo di parenti, amici, istituzioni. “In questo percorso così difficile, la presenza di Nicoletta è stata totale e luminosa”: ha sottolineato don Marco Genzini, cappellano dell’Ospedale Maggiore di Cremona, che con la voce rotta dalla commozione ha dato umanità al ricordo degli ultimi giorni vissuti in oncologia dal 63enne e dalla sua famiglia.

“Nicoletta è rimasta sempre lì, al suo fianco, vivendo fino in fondo la sua vocazione di sposa nella buona e nella cattiva sorte, offrendo a tutti un grandissimo esempio di amore e dedizione, anche solo restando teneramente accoccolata vicino a lui”. Grazie don Marco, per le parole e le tue lacrime, che hanno condiviso con tutti la parte più intima degli ultimi respiri di Vittorio, quelli della riservatezza in ospedale e dalle preghiere fuori.

“E il pensiero va anche alla piccola Carolina – ha detto don Marco -, perché oggi resta una promessa di speranza e di dolcezza per il futuro: ogni volta che le capiterà di guardare il cielo, saprà che ci sarà sempre una stella che brillerà unicamente per lei, custode perenne del ricordo e dell’amore del suo papà”.

“Vittorio si è aggrappato alla vita con una forza incredibile e, nonostante la malattia, ogni giorno che passava sembrava sempre più sereno, sostenuto da una fede incrollabile. Il suo cammino si è intrecciato profondamente con le parole della Scrittura, che oggi risuonano come una promessa di pace. Dalla Lettera ai Romani di San Paolo apostolo arriva la certezza che Dio è colui che giustifica e che Cristo, risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi, ricordandoci che né potenze, né altezze, né profondità potranno mai separarci dall’amore di Dio. Una fedeltà eterna che si specchia nell’invito del Vangelo di Luca a essere pronti, simili a coloro che aspettano il ritorno del proprio padrone dalle nozze, perché beati saranno quei servi che il padrone al suo arrivo troverà ancora svegli”. Così don Marco.

Questa luce interiore di Vittorio ha lasciato un segno indelebile anche in chi lo ha curato. Negli ultimi tempi, l’intero personale sanitario ha sviluppato con lui un legame profondo, tanto che Vittorio era diventato per tutti molto più di un paziente: era diventato un amico. “Una delle sue ultime frasi, «È un piacere vederti», racchiude la sua straordinaria umanità e la certezza che la compagnia delle persone care fosse il segno tangibile della presenza di Gesù”: ha ricordato don Marco.

In Cattedrale e in piazza del Comune, martedì, c’era gran parte della Cremona che Vittorio Principe conosceva. C’era il mondo economico, quello politico. Gli amici, suoi e di famiglia. Una famiglia che merita tutto il nostro affetto e il nostro sostegno. Vi siamo vicini, Nico e Carol. E tu, caro il mio Principe, tienici d’occhio. Da lassù, o ovunque tu sia.

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