“Ignorate le nostre istanze”: il comitato di Picenengo contro Comune e Regione su Cardaminopsis
"Attendiamo che il Comune smentisca che parte delle compensazioni vengano destinate al rifacimento dei giardini di Piazza Roma", si legge in una lunga nota polemica dei residenti
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Il Comitato dei residenti di Picenengo che già da mesi si batte anche contro il polo logistico in previsione lungo via Sesto al confine con Casanova del Morbasco, riprende la parola dopo l’uscita di notizie sull’avanzamento dell’iter che porterà con ogni probabilità all’arrivo di una nuova grande distribuzione di vendita lungo la Paullese.
I residenti costituitisi in Comitato ha presentato a tempo debito n Regione le proprie osservazioni, a seguito della conferenza dei servizi del 10 giugno che ha sancito l’ammissibilità dell’insediamento commerciale. E oggi diffonde attraverso una nota la propria delusione sull’epilogo della vicenda, criticando il Comune di non aver portato in Regione le loro istanze e in generale accusando gli enti decisori di miopìa verso i cambiamenti climatici e la stessa utilità sociale dell’investimento previsto.
“Il Comitato – si legge – si è sempre rapportato in modo costruttivo e franco con il
proprio Comune riconoscendolo come Ente di riferimento in grado di interpretare gli interessi della collettività.
A parte una effettiva disponibilità all’ascolto, il Comune non si è dimostrato farsi carico delle istanze dei cittadini e duole constatare che restino inevase molte domande o che le risposte siano insufficienti.
“Stante il diritto del proprietario e proponente del progetto di esercitare il proprio diritto a costruire – diritto concesso dal Comune per una utilità pubblica definita quasi trent’anni or sono, in un quadro ambientale, commerciale e del traffico del tutto diverso, la prima questione irrisolta è stabilire quale utilità derivi dall’apertura di un nuovo centro commerciale, dove già ne esistono altri tre e sono presenti sei alimentari di medie e grandi dimensioni, oltre a tanti altri negozi specializzati nell’elettronica, nello sport, nell’arredamento, nel bricolage, nella ristorazione, in una prospettiva
future dove le forme del commercio si evolvono, mentre gli acquisti si spostano sempre più verso il commercio on-line”.
I residenti poi si concentrano sul nome che circola da tempo come operatore commerciale, anche se non vi è la certezza che sia proprio questo il gruppo imprenditoriale destinatario della licenza.
“La seconda domanda – scrivono – è quale sia il valore aggiunto che potrà portare il gruppo Tosano nel panorama del commercio a Cremona, un gruppo molto agguerrito sul fronte dei prezzi che presenta una ridondanza di prodotti sui propri scaffali. Nella festa di presentazione di un nuovo analogo centro commerciale, il gruppo Tosano solo due settimane fa si vantava di avere in catalogo 40.000 prodotti, tra cui 121 marche di gin!
La terza questione è quali impatti avrà sui competitor della grande e media distribuzione presenti a Cremona e sui lavoratori occupati, oltre che sui negozi in centro, come evidenzia Confcommercio.
“È di due anni fa la notizia che la vicina Ipercoop ha già adottato ricollocazioni del personale.
Per questa serie di motivi, riteniamo che il Comune, pur affermando di non avere strumenti per opporsi ai progetti, non abbia esercitato appieno il proprio potere di indirizzo e mediazione, mentre si sia accomodato nel richiedere compensazioni ambientali più utili all’appariscenza che alla sostanza.
“Il tema ambientale, in cima alle priorità legislative di Regione Lombardia, è nella pratica del tutto disatteso e gli uffici degli enti valutatori coinvolti ignorano colpevolmente gli effetti del consumo di suolo sul dissesto idrologico, i cambiamenti del clima, gli habitat e il paesaggio, senza considerare le emergenze sanitarie e la mortalità che ne conseguono, che si amplificano per effetto delle isole di calore nelle città dove il cemento e l’asfalto sono più estesi.
“Il Comitato di Picenengo, rendendosi conto della pervicace ostinazione dei proprietari nel perseguire l’opera, ha proposto al Comune almeno una diversa viabilità di progetto per salvaguardare i residenti e chi si muoverà in auto per raggiungere quei luoghi. C’è anche un tema di salvaguardia dei beni architettonici tutelati dalle belle arti che affacciano su via Sesto, sottoposti ad usura per il passaggio dei mezzi pesanti. Purtroppo il Comune non ha valutato queste proposte, non ha dato riscontro al Comitato, non ha trasmesso le osservazioni a Regione Lombardia.
“Il Comitato ha anche chiesto che le opere di mitigazione e compensazione ambientali ricadessero sulla stessa Picenengo, che patirà gli effetti del traffico e dell’inquinamento. Attendiamo che il Comune smentisca che quelle risorse siano destinate al rifacimento dei giardini di Piazza Roma. Poiché il proponente dispone in proprietà anche di un’area a sud del futuro centro commerciale, lì potrà realizzare almeno parte delle compensazioni del progetto”.
“In definitiva – si legge in conclusione – il Comitato di Picenengo valuta che il progetto non porti nessun servizio alla collettività, semmai rischi per i settori del commercio e i loro lavoratori in un mercato saturo di punti vendita e prodotti e che il progetto, i proponenti e gli enti valutatori non mostrino alcun senso di responsabilità di fronte alle sfide epocali del territorio e del pianeta e si traduca solo in danni ambientali e rischi sanitari.
“La politica ha delegato il privato alla sua propria idea di sviluppo, che contrasta con l’utilità delle comunità, con i fenomeni in atto di inquinamento diffuso, di cambiamento climatico e di crisi idrologica, con gli stessi indirizzi di politica regionale sulla conservazione dei suoli e contro i pericolosi processi di cementificazione, miope anche a quanto il progresso tecnico e dei mercati andrà a vanificare l‘illusione delle opportunità di lavoro in cambio delle quali tutto si è disposti a barattare”.