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'E' mancata oggettività':
in trenta pagine le accuse
di Gipponi a Cr Solidale

Il contenuto del ricorso depositato al Tar: secondo l'ex d.g. le procedure di selezione operate dal Cda di Cremona Solidale 'non hanno garantito la necessaria imparzialità impedendo di effettuare quella naturale comparazione volta al reperimento della miglior figura professionale ricercata'.
A sinistra il presidente di Cremona Solidale Emilio Arcaini con l'ex direttore Angelo Gipponi

Annullamento, previa sospensiva, di tutti gli atti, dodici per l’esattezza, che hanno a che fare con la nomina di Emilio Tanzi a direttore generale di Cremona Solidale. E’ la richiesta di Angelo Gipponi, che fino al 30 settembre scorso aveva ricoperto lo stesso ruolo. L’annunciato ricorso al Tar contro le procedure seguite dall’azienda speciale comunale è stato notificato allo stesso Tanzi e a Cremona Solidale il 29 ottobre scorso per mano dell’avvocato Paolo Garò del foro di Mantova. Trenta pagine in cui il diretto interessato, che si ritiene illegittimamente estromesso dall’incarico, ricostruisce la vicenda sviluppatasi tra gennaio ed agosto scorso.

Tra le motivazioni giuridiche su cui fa leva il ricorso, ci sono diverse violazioni allo stesso Regolamento aziendale per il reclutamento del personale dipendente; la “violazione del principio del collegio perfetto” e dell’articolo 97 della Costituzione sui “principi di trasparenza, imparzialità e buon andamento e correttezza e buona fede”. Il regolamento aziendale dispone tra l’altro che la commissione che deve valutare i candidati di una procedura selettiva debba operare “con la presenza costante di tutti i suoi membri in ogni fase della procedura selettiva” e che per “tutte le operazioni della selezione e delle decisioni prese dalla commissione si redige un processo verbale che viene sottoscritto da tutti i commissari e dal segretario su ogni facciata”. Secondo Gipponi, l’avviso di selezione era impreciso per quanto riguarda il punteggio massimo attribuibile singolarmente e per categorie di titoli e non specificava quali di essi dessero luogo a preferenza o precedenza. La commissione giudicante, anzichè essere costituita da esperti “di provata competenza nelle materie di concorso, scelti tra funzionari delle amministrazioni, docenti ed estranei alle medesime” era di fatto costituita dal Cda aziendale, “peraltro sprovvisto di adeguate professionalità”. Inoltre, come già aveva evidenziato lo scorso luglio la componente di minoranza Ilaria Giordano, “le operazioni selettive compiute da tale organo non venivano effettuate con la presenza costante di tutti i membri del Cda come evincibile dai relativi verbali di tale organo…”: in pratica, Giordano era presente solo il 30 luglio e non nelle sedute precedenti. I colloqui coi candidati (trenta, aveva dichiarato all’epoca il presidente Emilio Arcaini) non sempre sono stati verbalizzati; non risultano formazioni di graduatorie. Tutti questi elementi, secondo il ricorso, “hanno impedito l’adozione di meccanismi oggettivi e trasparenti, idonei a verificare il possesso dei requisiti attitudinali e professionali richiesti in relazione alla posizione da ricoprire e conseguentemente non hanno garantito la necessaria imparzialità della procedura selettiva impedendo di effettuare quella naturale comparazione volta al reperimento della miglior figura professionale ricercata”.

I metodi seguiti non consentono “di ricostruire l’iter logico seguito dalla Commissione, peraltro avvenuto in assenza di punteggi e in assenza di valutazioni dei titoli e dei profili dei vari candidati”. C’è poi la questione del “danno risarcibile” in quanto non sarebbe stata messa in atto una vera comparazione tra esperienze professionali e titoli dei vari candidati: il Cda si sarebbe limitato, nel verbale conclusivo, “alla sola valutazione dei titoli del soggetto individuato quale vincitore, omettendo inspiegabilmente di valutare i curricula di tutti gli altri candidati in tal modo negando quella naturale e necessaria attività valutativa e comparativa volta al reperimento della miglior figura professionale ricercata”. Gipponi lamenta inoltre di non aver avuto la possibilità di sostenere l’ulteriore colloquio concesso invece agli altri concorrenti, nei quali era data la possibilità di illustrare proposte di azioni innovative per i crescenti bisogni di servizi sanitari.

Presumibilmente ci vorrà un mese per la valutazione da parte dei giudici amministrativi riguardo la sospensiva.

Giuliana Biagi

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