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Pronto il rimpasto in Giunta:
più deleghe agli esponenti Pd,
alleggeriti gli assessori 'civici'

La prossima settimana il sindaco firmerà la delibera di cui si parla da tempo. Più peso agli esponenti Pd e Sel, alleggerite le deleghe dei 'civici'.

Pronto il rimpasto di giunta. La prossima settimana il sindaco Galimberti provvederà a firmare la delibera. Il rimpasto, di cui si parla almeno da sei mesi, giunge dopo un anno e mezzo dall’avvio dell’amministrazione. Alleggeriti alcuni assessori, promossi altri. Il sindaco ha deciso di cedere la delega dell’università al vicesindaco Maura Ruggeri, che deterrà così tutta la filiera educativa, dall’infanzia fino appunto all’università. Anche Alessia Manfredini sarà alleggerita, cederà parte del Patrimonio, quella relativa agli edifici, all’assessore Andrea Virgilio. A Virgilio andranno anche parte delle deleghe dell’assessorato di Mauro Platè in particolare quelle relative alle politiche della casa che attualmente sono spezzettate tra vari assessori. Parte delle competenze del sociale, in capo all’assessore Platè passeranno a Rosita Viola insieme ai Quartieri, che deteneva Barbara Manfredini. Quello che maggiormente emerge nella riorganizzazione delle deleghe è il ridimensionamento dell’assessore Muaro Platè, le cui deleghe sono state ridistribuite tra gli assessori Virgilio e la Viola.

Il rimpasto va a valorizzare il maggior partito della coalizione, il Pd, con il quale in questo anno e mezzo di mandato la compagine guidata dal sindaco Fare Nuova la Città e il sindaco stesso, avevano avuto qualche frizione. In giunta, a rappresentare i Democratici, ci sono la vicesindaco Maura Ruggeri e gli assessori Andrea Virgilio e Alessia Manfredini, quest’ultima, insieme a Ruggeri, da qualche tempo smarcata dal partito. L’idea è quelle di redistribuire le deleghe, in particolare la volontà sarebbe quella di alleggerire alcuni assessorati, in particolare quello di Alessia Manfredini, più volte finita nell’occhio del ciclone per l’inceneritore, la raccolta differenziata o per la ztl, ma anche quelle dello stesso sindaco, che detiene la Cultura, gli affari istituzionali e legali, Cremona smart city, l’innovazione e la ricerca, il rapporto con le Partecipate e l’Expo. L’anima riformista del Pd è convinta che un cambio di passo, o meglio un cambio di nomi, in giunta serva, anche per bilanciare quello che in molti definiscono un vero e proprio ‘quadriumvirato’ formato da sindaco e dagli assessori Alessia Manfredini, Barbara Manfredini e Maurizio Manzi. Per ora comunque nulla di ufficiale, ma un percorso segnato dal faticoso equilibrio tra pesi e contrappesi.

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