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Area Vasta: nella trattativa
con Mn il passaggio delle
fiere agricole a Cremona

Nella trattativa in corso per la costituzione dell'area Vasta Cremona - Mantova c'è il possibile passaggio della Fiera Millenaria di Gonzaga alle Fiere cremonesi: un argine alla 'bulimia' di enti mostrata fino ad oggi dai virgiliani.

Mantova acchiappatutto? Sembrerebbe proprio così nella nuova Area Vasta che comprende la Padania più profonda con le province di Cremona e Mantova. La Camera di Commercio – anche se non sono ancora chiari i contorni dell’operazione – sembrerebbe appannaggio dei virgiliani, così come la sede della nuova Asl e la Soprintendenza. Congelate per ora le Prefetture e le Questure (destinate anch’esse a Mantova), altri argomenti potrebbero essere quelli delle Fiere Agricole. Mantova questa volta potrebbe abbandonare la sua bulimia da enti in favore delle Fiere Cremonesi, facendo entrare nell’organismo presieduto da Antonio Piva fino al prossimo mese di maggio (negli accordi della sua rielezione, si decise il cambio al vertice in quel mese) tutti gli enti che promuovono fiere agricole nel mantovano (la Millenaria di Gonzaga in primis).
Insomma la trattativa sugli accordi tra Cremona e Mantova e’ ancora aperta ed anche il nostro territorio ha carte da calare purchè la politica e le associazioni economiche facciano tutte assieme l’interesse di tutta la provincia di Cremona.

LA PROPOSTA: UN TAVOLO COMUNE DI TUTTE LE FORZE POLITICHE ED ECONOMICHE CREMONESI   – Quello che serve assolutamente al territorio cremonese è, in questa fase, una visione d’insieme che la politica, tutta, non riesce ad avere. Pena l’impoverimento del nostro territorio in vista di un processo di aggregazione di Aree Vaste che non si può fermare – l’impostazione normativa è ormai questa – ma che si può e si deve accompagnare affinchè tale processo non sia solo subito.
Tutti i soggetti interessati, politici e non, sono impegnati a tirare l’acqua al proprio mulino: il sindaco di Crema, per esempio, guarda con attenzione a Milano per la costruzione dell’Area metropolitana. E’ la scoperta dell’acqua calda dire che il Cremasco e il Casalasco poco hanno in comune, ma spezzare un territorio vorrebbe dire perdere identità prima di tutto, ed entrando più nella sostanza anche la capacità contrattuale in qualsiasi partita importante per il futuro. Infatti, nonostante una comunanza di interessi, abbiamo già perso Asl e Sovrintendenza. Occorre evitare di spezzettare il territorio, meglio guardare a Mantova da una posizione paritaria con i virgiliani. Potenziando nel contempo, con una condivisione di servizi che per la verità già è partita, le cosiddette aree omogenee, strumenti dell’Area Vasta capaci di aggregare realtà simili più piccole e più prossime.
Insomma, fermo restando che la questione è ancora in alto mare – la Regione non ha ancora definito le future aggregazioni  – noi lanciamo una proposta nella speranza che qualcuno la raccolga: la costituzione di un tavolo con tutti i rappresentanti istituzionali, politici ed economici del territorio al fine di discutere, per una volta tutti insieme, sulle vere prospettive delle nuove aggregazioni territoriali. Perchè sviluppo dell’Area Vasta significa migliorare i servizi per imprese e cittadini. E alla nostra comunità non servono le polemiche, ma impegno fattivo.

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