Cronaca
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Arena Giardino, senza ripristino addio al cinema estivo all'aperto

Addio alle rassegne cinematografiche estive all'Arena Giardino. Dopo l'ultima incursione dei teppisti che hanno addirittura ridotto a brandelli lo schermo, il gestore e ideatore dello spazio Giorgio Brugnoli, è pronto a gettare la spugna.

foto Sessa

Addio alle rassegne cinematografiche estive all’Arena Giardino. Dopo l’ultima incursione dei teppisti che hanno addirittura ridotto a brandelli lo schermo, il gestore e ideatore dello spazio Giorgio Brugnoli, è pronto a gettare la spugna. Nonostante la mobilitazione di almeno settanta cremonesi che hanno attuato una protesta pubblica, esattamente una settimana fa, dall’Amministrazione comunale non è arrivato alcun segnale per tutelare uno spazio che è di proprietà pubblica ma è lasciato al completo abbandono. Lo schermo tagliato, le sedie in pessime condizioni, mai portate al riparo come succede ovunque e lasciate all’acqua e alla neve anche nella stagione invernale, i gabinetti semidistrutti e intasati, i magazzini pieni di materiale ormai macerato che non è stato mai rimosso e che serviva per gli spettacoli di prosa, musica e danza all’Arena di qualche anno fa. Lo spazio lasciato ai vandali e all’incuria e il gestore Brugnoli abbandonato ad affrontare ogni emergenza sia in termini economici che di ripristino. Il Comune ha promesso un intervento che garantisca almeno la sicurezza: telecamere e nuova recinzione. Ma quando? E soprattutto chi interverrà per rimettere a posto schermo, spazi, arredi e tutto quanto lasciato in balìa di incuria e vandali? Dal Comune, per ora nessun segnale: nemmeno un sopralluogo nell’ultima settimana e, a quanto se ne sa, nessun passaggio in giunta come invece era stato detto allo stesso Brugnoli prima della manifestazione. Per questo il gestore _ 40 anni di attività cinematografica alle spalle – sta meditando di non aprire l’arena questa estate, lasciando così Cremona senza il cinema estivo, una tradizione dal dopoguerra ad oggi.

Il discorso torna a una domanda chiave, già sollevata ad inizio settimana dalla presidente dell’Arci Emanuela Ghinaglia in  un intervento pubblico: Cremona può dirsi città della cultura? “Da decenni – afferma Ghinaglia – assistiamo al progressivo impoverimento della vita culturale della nostra città: la svendita del Teatro Politeama riconvertito in anonimi minialloggi, la ferita conseguente all’abbattimento dell’edificio ex-Supercinema, la trasformazione del Cinema Corso e del Cinema Italia in unità immobiliari, il muto spegnersi del Cinema Padus, la chiusura del Cinema Tognazzi, austero fantasma che veglia triste sul centro cittadino. La ricollocazione della socialità nei centri commerciali è ormai compiuta, attraverso un processo ventennale che la crisi economica ha persino accelerato. Il recente episodio di vandalismo ai danni dell’Arena Giardino, nel cuore del Parco Tognazzi, rappresenta una nuova ferita per la città, una città che sembra avere perso di vista l’importanza della cultura per la vita della comunità”. Parole dure da un circolo con il cuore a sinistra e verso una amministrazione dello stesso colore.

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