Un commento

Sottopasso via Brescia, via
al secondo ricorso: chiesti
danni per 140mila euro

Nella foto a sinistra gli avvocati Luca Curatti per la residente e Giuseppe Passi per il Comune

Si è aperto oggi in tribunale davanti al giudice Giuliamaria Lignani il ricorso di accertamento tecnico preventivo promosso contro il Comune di Cremona da Maria Masseroni, 88 anni, residente in via Cavo Cerca. La donna, attraverso i suoi legali, gli avvocati Giuseppe Manfredi e Luca Curatti, chiede un risarcimento danni, causati, a suo dire, dai lavori per la realizzazione del sottopasso di via Brescia. Nella causa, il Comune è rappresentato dall’avvocato Giuseppe Passi. Nell’udienza di oggi il giudice ha concesso i termini alle parti per depositare le memorie. Si tratta della seconda richiesta di risarcimento dopo quella degli oltre 600mila euro di un’altra residente, Angela Zilli, proprietaria di un immobile di via Brescia 123. Per i danni materiali e da deprezzamento che sarebbero stati causati dall’eliminazione del passaggio a livello e dalla costruzione del sottopasso, la Masseroni ha chiesto 140mila euro.
Il ricorso, dunque, deriva dal fatto che l’esecuzione del sottopasso avrebbe determinato un sensibile decremento del valore dell’immobile di sua proprietà, un edificio in muratura di tre piani: il piano terra e parte del piano interrato a destinazione commerciale, presi in affitto dal negozio ‘Nonsolopizza’. Il valore di 140.000 euro di danni era stato stimato a suo tempo dal perito della richiedente, l’architetto Stefano Corbari.
La residente lamenta il fatto che l’accessibilità all’immobile sia stata gravemente ostacolata dall’intervento dell’opera pubblica. Nella lunga lista dei problemi causati dalla costruzione del sottopasso sono anche citati i danni causati all’esercizio commerciale che avrebbe visto ridursi il fatturato del 30 per cento in quanto i lavori avrebbero ostacolato la sua visibilità e il suo accesso. Per non parlare poi dei rumori, delle vibrazioni e degli scarichi delle macchine. Per quanto riguarda invece il ricorso della Zilli, nell’ultima udienza, svoltasi il 28 giugno scorso, il giudice aveva nominato un suo tecnico con il compito di verificare l’eventuale esistenza di danni lamentati dalla proprietà e il deprezzamento dell’immobile. Le sue conclusioni verranno depositate il prossimo 31 dicembre.
Sul fronte del contenzioso tra Comune e Regione invece, verrà trattata lunedì prossimo in Commissione comunale Bilancio la questione della richiesta di restituzione di 522mila euro arrivata negli uffici dei Lavori Pubblici dalla Regione, a seguito della modifica della viabilità effettuata in via Brescia e di altre opere difformi dal progetto iniziale approvato.

Sara Pizzorni

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Commenti
  • Tommaso

    Un sottopasso vergognoso quanto inutile. Un senso unico in sola entrata in città che fa ridere i polli, senza contare l’assurdo giro che un cittadino deve fare per uscire da Cremona in direzione Brescia. Queste sono le eccellenze cremonesi…..sig. Sindaco, forse sarebbe il caso di spendere meglio i fondi pubblici non crede?