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Cremona nelle trasmissioni
di Radio Mosca
al tempo dell'Urss

Questa settimana il ricercatore cremonese Marco Bragazzi racconta ciò che la radio russa diceva di Cremona dal 1978 al 1988.

di Marco Bragazzi

I lunghi singhiozzi dei violini d’autunno… feriscono il mio cuore con un monotono languore” erano i versi del poeta francese Paul Verlaine che, lanciati via radio dall’Inghilterra il 5 giugno 1944, avvertivano i maquis della Resistenza francese di attuare tutte le procedure di sabotaggio necessarie per facilitare lo sbarco degli Alleati in Normandia previsto per il giorno successivo. La radio è stata uno dei più antichi mezzi di comunicazione di massa, progetto che deve il suo sviluppo all’italiano Guglielmo Marconi, ed ha sempre rappresentato un sistema semplice, immediato e diffuso per comunicare senza particolari problemi.

Nella Russia di un’altra guerra, quella definita “fredda” che attanagliò il mondo per circa 40 anni nel XX secolo, il sistema radiofonico era molto semplice: i vari canali, tutti statali in quanto non esistevano radio private, trasmettevano ininterrottamente musica classica alternata alla fredda lettura delle agenzie di stampa scritte e impostate secondo i dettami voluti dal Comitato Centrale di Mosca. Il sistema radiofonico russo, soprattutto nel periodi più acuti della “guerra fredda” era rivolto più ad evitare che la popolazione fosse in grado di ascoltare radio occidentali che neanche ad informare, in quanto la “concorrenza occidentale” poteva rendere meno plausibili le notizie offerte dall’unica agenzia, la ITAR – TASS, la quale gestiva ogni forma di comunicazione nella Russia di allora.

La città di Cremona, dal 1978 al 1988, verrà citata in diverse forme da quelle asettiche “veline” che lanciavano un segnale in grado di arrivare da Leningrado fino a Vladivostok segnale che, 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno, veniva intercettato e tradotto dai mezzi di controspionaggio statunitensi. Parrebbe obbligatorio dire “fin da sempre” i servizi segreti di tutto il mondo ascoltavano le comunicazioni di ogni paese anche alleato, ma per gli Stati Uniti del dopoguerra, divisi tra lo sviluppo di armi sempre più potenti e il reclutamento di spie a Berlino Est o a Rostov, l’ascolto delle frequenze radio russe era fondamentale, quasi per capire se una nuova strofa alla “Paul Verlaine” poteva dare inizio a manovre missilistiche o a spostamenti delle truppe.

Così venerdì 1° settembre 1978 le varie frequenze russe facevano presente nello spazio culturale la prossima apertura di festival musicali a Cremona, Torre del Lago e Montepulciano. Sibillino come messaggio per gli operatori dei servizi segreti americani, ma comunque tradotto e catalogato come “avvenimenti culturali e scientifici dei paesi non comunisti”, quindi alla TASS qualcuno si era preso in carico di ascoltare qualche radio o leggere qualche giornale italiano e far riportare la notizia dalla agenzia russa creando una sorta di “gatto che si morde la coda”.

Passano 4 anni e Cremona ritorna nell’etere russo, questa volta per motivi politici in quanto gli speaker russi riporteranno un articolo de “L’Unità” datato 27 giugno 1982, dove si ricordavano i provvedimenti disciplinari presi nei confronti di un militante del PCI di Cremona a causa delle sue attività “pro-sovietiche” in quanto attivo presso l’agenzia italiana “Interstampa”. Per la cronaca la notizia, che occupava gli spazi politici culturali della trasmissione Panorama, veniva letta tra lo sviluppo delle relazioni USA-URSS, l’URSS e la crisi in Libano e la presenza di dissidenti e di attivisti dei diritti umanitari nel blocco dell’Est Europa. Anche questa abbastanza sibillina come collocazione vista la portata degli argomenti in scaletta.

Il 1° luglio 1988 l’ultima volta per Cremona nell’etere russo, anche perché dopo pochi mesi il presidente Mikhail Gorbachev deciderà di chiuderà il sistema votato al blocco delle radio occidentali e, per questa volta quasi a chiudere in bellezza, Cremona verrà lanciata nell’etere russo per Stradivari, ovvero per una notizia sempre nella sezione “avvenimenti culturali e scientifici dei paesi non comunisti” dove si descriveva l’ennesimo tentativo per scoprire e chiarire i segreti dei violini del maestro liutaio per eccellenza, tentativo che verrà studiato anche nella città del Torrazzo portando la città di Cremona, per l’ennesima volta, in tutto l’Urss.

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