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DAGLI ARCHIVI - Tra le prime
macchine volanti spunta un
modello chiamato 'Cremona'

Prosegue l’attività di ricerca del ricercatore cremonese Marco Bragazzi che questa volta ha ricostruito tutti i punti di contatto tra il mondo dei primi aeroplani e la città di Cremona, tra dediche e itinerari.

di Marco Bragazzi

Il 17 dicembre del 1903 due fratelli, di nome Wilbur e Orville Wright, cambiarono il corso della storia e dell’umanità sulla sabbiosa spiaggia di Kitty Hawk, nella Carolina del Nord. Ciò che, anche se a volte non riconosciuto come il primo passaggio pionieristico in assoluto, cambiò la vita di quasi tutte le persone al mondo furono le poche centinaia di metri di volo controllato che Orville riuscì a compiere con un mezzo a motore più pesante dell’aria. Quel dicembre 1903 rappresenterà l’inizio della storia del volo a motore, momento che sarà destinato a rivoluzionare il percorso del genere umano.

I fratelli Wright avevano affrontato e superato quelle regole della fisica che, fino ad allora, appartenevano alla categoria dei sogni di gran parte delle persone. Orville e Wilbur non avevano particolari studi alle loro spalle, non avevano calcato i banchi delle grandi università statunitensi anzi, cresciuti in un contesto familiare molto rivolto all’insegnamento, invece degli studi avevano preferito riparare biciclette in un piccolo negozio, ma nella loro testa la vera rivoluzione era rappresentata dal volo.

LONDRA, 1909  -L’energia e l’importanza di questo immenso passo nella storia dell’umanità non tardò ad affermarsi in tutto il mondo e, già nella seconda metà di marzo 1909, a Londra, venne organizzata una mostra per aeroplani, l’Olympya Aero Show dove, negli immensi padiglioni dedicati all’evento e la curiosità di migliaia di persone, vennero presentati 13 modelli di ‘macchine volanti’, battezzati con nomi tra i più disparati in assoluto: McKee, Letourneur, Peache, Halliday, ma tra i modelli presentati compare anche il nome Cremona.

Gli espositori erano persone comuni, inventori, scienziati, studenti di ingegneria, tutti accomunati da un solo obiettivo: il volo e il superamento delle leggi della fisica. Per questo gruppo di pionieri il leggendario sogno di Icaro (diventato poi una tragedia per il mitologico figlio dell’inventore Dedalo) passava attraverso la costruzione di modelli sempre più attraenti e con prestazioni sempre maggiori, così l’aereo Cremona, che pare opera di un gruppo di studenti di ingegneria, era un biplano con due eliche e due timoni per il controllo del velivolo.

Per partecipare allo show, del resto, vi era un solo requisito, quello che ogni prototipo doveva essere in grado di volare, magari gli atterraggi potevano dimostrarsi ben più ardui dei decolli, ma per coloro che vivevano questa enorme rivoluzione storica con lo spirito degli ‘uomini volanti’ eventuali incidenti durante il volo erano considerati come passaggi ‘naturali’ per il raggiungimento di un sogno.

OLANDA, 1939 – Se nel 1909 il tributo alla città del Torrazzo era stato di certo originale va considerato anche quello che fece, al cremonese Antonio Stradivari, la compagnia di bandiera olandese K.L.M. sempre nel marzo, ma del 1939. In quella occasione la compagnia olandese utilizzò l’incredibile interesse per la qualità sonora delle vernici del maestro liutaio ribattezzare un cargo notturno con il soprannome ‘Stradivarius’ in quanto tra i bagagli l’ospite d’eccezione era un violino creato dal maestro cremonese nel 1700.

La Cremona ‘volante’ era presente anche nei record mondiali, in quanto il 25 giugno del 1913 il dirigibile multare P5 (con tanto di conio ad hoc ‘Sursum Italica Fata’ stampato un mese prima) riuscì nell’impresa di partire da Verona e ritornare nella città scaligera in 15 ore dopo aver passato Cremona, Pavia, Torino, Chivasso, Mortara, Milano e Brescia. Al comando militare della Regia Marina che, a modo loro, faranno parte di quei pionieri che sfidarono, come i fratelli Wright dieci anni prima, la fisica e le metrologia per poter dimostrare come la rivoluzione ‘dell’aria’ avrebbe segnato permanentemente la storia dell’uomo.

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